Presidenti degli aggregati: la parametrica? Una bufala

A decidere dei destini dei cittadini sono a loro discrezione Comune e Usra La giustificazione: non ci sono i soldi. Ma le procedure sono intricatissime
L’AQUILA. Dubbi sul fatto che la scheda parametrica invece di accorciare i tempi della ricostruzione li avrebbe allungati e reso tutto ancora più complicato erano stati sollevati già al momento dell’adozione con i solerti amministratori comunali a dire che no, tutto invece sarebbe stato più semplice. Basta parlare con un po’ di gente per capire che finora i privilegiati sono stati solo i proprietari che hanno palazzi vincolati (fiumi di soldi senza controllo). Gli altri possono attendere.
Ieri ci è giunta in redazione la lettera del presidente di un consorzio nel cuore del centro storici cittadino che scrive: «Parlo a nome di tutti i cittadini, degli abitanti di abitazioni principali del centro storico, dei negozianti e di tutti coloro che vorrebbero vedere rinascere la città per tornare alle normali condizioni di vita (articolo 67 ter legge Barca). In particolare, parlo a nome di tutti i proprietari che non hanno immobili vincolati e sono stati costretti ad aspettare – in silenzio – la nuova procedura "Barca" per la presentazione delle cosiddette schede parametriche. Ai sensi del decreto del presidente del consiglio del 4 febbraio 2013, attuativo della cosiddetta legge Barca, il capo dell'ufficio speciale, sentito il Comune dell’Aquila, definisce i criteri attuativi, le modalità istruttorie ed i tempi di conclusione del procedimento in misura comunque non superiore a 180 giorni (nel suo complesso,parte prima e parte seconda).
In data 19 aprile 2013, come da decreto, tutti i cittadini si sono affrettati a presentare la prima parte delle schede parametriche. Ad oggi possiamo dire che l'istruttoria delle stesse relative al cosiddetto asse centrale risultano esaminate (anche se ben oltre i 60 giorni stabiliti dallo stesso ufficio speciale di ricostruzione). A distanza di un anno dalla presentazione delle schede scopriamo che la seconda parte del progetto – cosiddetto progetto esecutivo – può essere elaborata solo a seguito di specifica richiesta del Comune che con delibera di fine Marzo 2014 ha stabilito delle priorità tra i comparti dell'asse centrale (in base ad un calcolo difficile da contestare) e poi con successiva delibera di fine maggio ha stabilito le priorità delle frazioni. Il tutto al fine di "garantire il coordinamento degli interventi in termini di flussi finanziari, cantieristica, ricostruzione degli spazi pubblici.
Se si considera che dalla comunicazione del Comune il progettista ha 180 giorni di tempo per la presentazione del progetto esecutivo e che successivamente l'Usra dovrà esaminare ed approvare tali progetti (non si sa in quanto tempo) e che quando la parte progettuale ed amministrativa sarà finalmente definita (forse tra un anno o due) dovremmo fare i conti con i fondi finanziari a disposizione, chiediamo al Comune quando tempo ancora dobbiamo aspettare.
Vorremmo, in sostanza, capire – a distanza di 5 anni – i tempi di ricostruzione di detti aggregati che comprendono non solo negozi ed uffici ma anche abitazioni principali. Da quanto sopra rappresentato emerge che la presentazione delle schede parametriche che doveva essere una procedura snella da concludersi entro 180 giorni è in realtà una procedura complessa e di difficile applicazione (presentazione prima parte – esame da parte dell'Usra – la scheda passa al Comune che la deve pubblicare – non si sa quando – poi presentazione parte seconda – approvazione da parte Usra – passa al Comune che la deve pubblicare in base ai fondi disponibili. Si consideri che i cittadini per seguire tutto l'iter dovrebbero andare davanti al Tar almeno quattro volte (una prima volta per far rispettare i tempi dell'istruttoria per la prima parte delle schede – 60 giorni – una seconda volta per far pubblicare la scheda da parte del Comune – 30 giorni legge 241/90 – una terza volta per chiedere il rispetto dei tempi dell'istruttoria parte seconda ed una quarta volta per la pubblicazione finale). Ma dove sono finiti i diritti dei cittadini?» conclude la lettera.(red.aq)

