Presidi al lavoro tra traslochi e rispetto delle misure anti-Covid

Al Fermi classi di 20 alunni e 30 spazi attrezzati per la didattica a distanza in caso di quarantena Il circolo Lombardo-Radice-Ovidio è in attesa dei banchi singoli e dei dispositivi di sicurezza
SULMONA. Ingressi scaglionati ogni dieci minuti, percorsi separati all’ingresso e all’uscita, banchi singoli e nessuna sosta fuori da scuola. Gli studenti del centro Abruzzo si apprestano a cominciare questo nuovo anno scolastico segnato dal Covid alle prese con regole rigide e disposizioni che sarà difficile far rispettare tanto ai più piccoli della materna, quanto ai ragazzi delle scuole superiori. Saranno dei vecchi ricordi i capannelli di comitive e compagni di classe fuori scuola per confrontare la versione di latino o il problema di matematica prima di entrare in aula, oppure gli assembramenti pre sciopero. Nell’attesa della prima campanella che suonerà il 24 settembre, presidi, insegnanti e personale scolastico sono al lavoro da tempo affinché vada tutto bene. Particolarmente tranquilla Gabriella Di Mascio, preside del circolo Lombardo-Radice-Ovidio, che si appresta al trasferimento della scuola elementare Lombardo Radice nel confettificio Ovidio. Qui gli ampi spazi della fabbrica di confetti al nucleo industriale consentiranno ai 330 studenti, divisi in 18 classi, di prendere posto tranquillamente senza necessità di dividere le aule. «La didattica moderna prevede da anni classi di apprendimento divise per gruppi», interviene la Di Mascio, «per noi, dunque, non ci saranno grossi stravolgimenti, restiamo in attesa dei banchi singoli e dei dispositivi di protezione. Per il resto siamo molto tranquilli. Fortunatamente le nostre scuole hanno strutture tali da garantire distanze e misure di sicurezza». Serena anche la collega Domenica Pagano dell’istituto Mazzini-Capograssi-Serafini-Lola di Stefano. «Stiamo completando il trasloco della media Serafini nell’ex convento di Sant’Antonio e delle Masciangioli alla Capograssi», dice, «assieme all’asilo Collodi. Stiamo predisponendo la segnaletica a terra per i percorsi differenziati e collocando i dispenser di gel disinfettante nelle aule. Speriamo che tutto possa servire per un ritorno in classe in sicurezza. Necessaria sarà anche la collaborazione delle famiglie». Ai genitori, infatti, competerà misurare la temperatura ogni giorno e non mandare a scuola i figli in caso di febbre.
Tutto pronto o quasi anche nelle scuole superiori della città. Il polo scientifico Fermi ha già inviato il 21 agosto scorso a genitori e studenti il vademecum delle misure da rispettare. «Le classi saranno di 20 alunni, con gruppi di apprendimento differenziati», spiega il dirigente Massimo Di Paolo, «in caso di quarantena ci sono 30 aule attrezzate per la didattica a distanza. Vogliamo rafforzare ancora l’alleanza tra scuola e famiglie, in una condizione storica di grande incertezza, per rassicurare tutti sul fatto che la scuola sta lavorando per creare un modello efficace e adeguato che possa onorare il servizio pubblico e garantire un successo formativo a ragazzi». (f.p.)
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