Presidio all’Emiciclo per dire no al nuovo piano per le scuole
L’AQUILA. Un presidio di cittadini per dire no al piano di dimensionamento scolastico deliberato dalla giunta comunale lo scorso 17 settembre. È l’iniziativa promossa dalla commissione Oltre il Musp...
L’AQUILA. Un presidio di cittadini per dire no al piano di dimensionamento scolastico deliberato dalla giunta comunale lo scorso 17 settembre. È l’iniziativa promossa dalla commissione Oltre il Musp per giovedì. L’appuntamento è alle 17 davanti a Palazzo dell’Emiciclo, sede del consiglio regionale. Un nuovo grido di allarme dopo la lettera inviata nei giorni scorsi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti e al presidente della Regione Marco Marsilio, dalla stessa commissione insieme al comitato Scuole sicure e a una rappresentanza studentesca. Nel mirino la deliberazione relativa al dimensionamento scolastico che prevede una “verticalizzazione” di tutto il primo ciclo di istruzione attraverso l’aggregazione della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado in sei Istituti comprensivi con la soppressione delle direzioni didattiche e delle secondarie di primo grado non aggregate.
Dal prossimo anno, infatti, ci saranno sei istituti comprensivi per un totale di 6.041 studenti, ciascuno con il suo preside e il nome della media di riferimento: istituto scuola media Patini nell’area da Arischia a Pettino con 1.209 alunni; istituto scuola media Mazzini per Pile, Santa Barbara, San Sisto con 1.154 alunni; istituto comprensivo scuola media di Sassa di riferimento per la zona di Sassa, Preturo, Bagno e Roio (721 studenti); istituto Carducci, quello del centro storico, con 911 studenti; istituto scuola media Dante Alighieri che abbraccerà i quartieri del Torrione e di San Francesco con 1.036 alunni e infine l’istituto scuola media Paganica che coprirà la zona di Bazzano, Paganica, Tempera, Gignano e Torretta (1.010 studenti). Ai sei Istituti comprensivi va aggiunto il Cipia, il centro d’istruzione provinciale per adulti, equiparato, di fatto, a una scuola media e che conta oltre 1000 iscritti. La richiesta delle associazioni cittadine è che questo piano venga sospeso a favore di «uno efficace, ragionato e partecipato. Dopo tutto», spiegano, «il personale scolastico vuole essere coinvolto attivamente nelle sedi decisionali. Desideriamo che si tenga conto anche delle esigenze delle famiglie, degli studenti e delle studentesse, e delle varie parti sociali e culturali dei territori coinvolti».

