Presutti: «In questa città mancano mille alberi»

L’ex assessore svela l’ultimo censimento del Comune e bacchetta gli ambientalisti Polemiche innescate dall’imminente riqualificazione di piazza del Mercato
AVEZZANO. Città e periferie in sofferenza sul patrimonio arboreo: «Il saldo in negativo, frutto di 30 anni di disattenzione delle amministrazioni, ammonta a oltre mille alberi», tuona l’ex assessore comunale all’Ambiente, Crescenzo Presutti, che punta il dito contro gli indignati per il taglio delle piante (cinque stando all’ultimo rapporto del Comune), in piazza del Mercato. «Tutte quelle persone», afferma Presutti, «che non hanno mai speso una parola quando tagliavano i 250 alberi che mancano all’interno del Quadrilatero. Questo è un giardino da completare, basta poco, come basterebbe poco per mettere a dimora tutti gli alberi che mancano in città e per sostituire tutti quelli che sono pericolosi o malati. Come basterebbe poco per mettere a dimora le nuove alberature su via Corradini o su via Marruvio».
L’ex assessore, quindi, bacchetta gli ambientalisti dell’ultima ora, e spinge il commissario prefettizio, Mauro Passerotti, a dare continuità all’azione dell’amministrazione De Angelis, mettendo a dimora già in autunno i 250 alberi che mancano all’interno del Quadrilatero compreso tra via Roma, via Montello, via Monte Velino e via XX Settembre. Oppure attuando il progetto realizzato dagli studenti dell’Istituto agrario “Serpieri” mirato a sostituire gradualmente gli alberi di via Corradini dando risalto alle specie autoctone e puntando a conciliare le esigenze di adombramento con l’effetto ornamentale. «Basta poco», aggiunge Presutti, diretto al commissario prefettizio Passerotti, «poiché ci sono già i censimenti e i progetti. Oppure vada oltre, mettendo a dimora altre le altre centinaia di alberature fuori del Quadrilatero». Sul fronte alberi, quindi, in città mancano mille piante, un’enormità rispetto ai cinque da sacrificare per il progetto di riqualificazione di piazza del Mercato. Carenze che Presutti addebita agli «indignati a comando», ma soprattutto, alle amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi 30 anni: «Hanno completamente trascurato e danneggiato il patrimonio arboreo cittadino. Per evitare questo disastro si imponeva e si impone un programma, almeno decennale, di interventi volti a salvare il salvabile, mettere in sicurezza gli alberi e, soprattutto, piantumare nuovi alberi iniziando a sostituire quelle che sono state tagliate nel corso degli ultimi tre decenni e non sono mai state sostituite: 1.000 tra il centro cittadino e le periferie. Gli ambientalisti dell’ultima ora dov’erano quando venivano tagliati i 250 alberi nel Quadrilatero?».
E già che c’è l’ex assessore lancia la sfida agli ambientalisti: «Avete mai visto qual è lo stato delle alberature di via Marruvio? O di via Corradini? O di via Anna Maria Torlonia? Avete mai alzato gli occhi al cielo per vedere lo stato dei Celtis Australis che circondando piazza Risorgimento? La tutela di quest’immenso patrimonio arboreo non è mai stata nelle agende delle ultime amministrazioni e molti di coloro che ne facevano parte oggi si elevano a paladini dell’ambiente per mero opportunismo. Invece dovrebbero iniziare a ragionare sulle proprie colpe e soprattutto meditare sulle questioni ancora irrisolte, con in testa il giardino dedicato ai 33 Martiri di Capistrello nel parco del castello Orsini che sta lentamente morendo».
L’intervento messo in cantiere dall’amministrazione De Angelis, infatti, si è interrotto a metà strada. E numerosi alberelli stanno lentamente appassendo.
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