Prevenzione con 700 volontari

27 Settembre 2015

Una settimana di esercitazioni contro le catastrofi: coinvolte anche le scuole

AVEZZANO. Oltre 700 volontari dell’Associazione nazionale pubbliche assistenze si sono dati appuntamento ad Avezzano per una settimana di prove, esercitazioni e aggiornamenti. “I marsi 2015” è il nome scelto per il maxi raduno, organizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale, che ha visto per sette giorni volontari di diverse associazioni del territorio e di fuori regioni coinvolte in attività che hanno coinvolto anche le scuole della città e di diversi paesi. “Passa il tempo, trema la terra, ma non la volontà delle genti” è stato il filo conduttore della settimana che ha avuto come campo base l’area adiacente lo stadio dei Marsi, dove è stata allestita la base operativa dei vari gruppi dell’Anpa con una mensa, delle tende per gli incontri e delle aree di primo soccorso. «La nostra associazione è fatta da tante realtà territoriali», ha commentato il presidente nazionale Anpa, Fabrizio Pregliasco, «siamo un’aggregazione molto grande fatta di tante piccole e medie realtà. In caso di necessità i volontari al livello locale, grazie alla continuità di presenza, riescono ad attivarsi e a unirsi in poco tempo con gli altri membri dell’associazione. Per fare protezione civile bisogna fare attività tecnica ed essere sempre aggiornati. Queste iniziative che promoviamo servono proprio a tener sempre informati i nostri volontari».

Nei sette giorni di lavoro i volontari si sono alternati tra laboratori con geologi, montaggio dei campi, formazione, lezione nelle scuole, briefing con i truccatori e simulatori, incontri su come comunicare in emergenza e come utilizzare i social network e workshop con l’Ordine dei geologi dell’Abruzzo. Ci sono delle simulazioni di emergenza nel borgo vecchio di Morino e degli interventi notturni nella zona adiacente al campo.

«Se vogliamo dare sicurezza», ha commentato Carmine Lizza, geologo e responsabile nazionale Protezione civile Anpas, «bisogna conoscere il territorio, anche tecnicamente, adeguare dal punto di vista sismico le abitazioni e le strutture strategiche, fare formazione e informazione sulle norme con la consapevolezza del rischio sismico. La pianificazione deve essere condivisa e deve partire dal basso, ma soprattutto deve essere promossa da professionisti formati».

Eleonora Berardinetti

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