Prezza, rifiuti pericolosi nella discarica abusiva, denunciate tre persone

11 Marzo 2016

Forestale e Finanza sequestrano un terreno di 3.000 metri quadrati dove nel corso degli anni sono stati interrati circa 15mila metri cubi di rifiuti pericolosi e non, compresi bidoni contenenti liquido oleoso e rifiuti ospedalieri. Nell'area si voleva realizzare un centro di accoglienza per profughi

PREZZA. Su quella discarica abusiva - 3.000 metri quadrati di proprietà privata - era stata progettata la realizzazione di un centro di accoglienza per i profughi. Ma la Compagnia della Guardia di Finanza di Sulmona, il Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Sulmona e il Nucleo investigativo centrale di polizia ambientale e forestale (Nipaf) del Comando Provinciale di L’Aquila hanno scoperto che in quel campo, nel corso degli anni, erano stati depositati ed interrati rifiuti pericolosi e non pericolosi, a grave rischio d’inquinamento ambientale vista la vicinanza dell'acquedotto in uso al Comune di Pratola Peligna. Il terreno è stato subito sequestrato.

Durante il sopralluogo sono stati rinvenuti abbandonati, in modo incontrollato, resti di autovetture, rifiuti di amianto, recipienti contenenti solventi e altre tipologie di rifiuti e presunti rifiuti ospedalieri. Alcuni fusti contenenti liquidi oleosi erano semi sotterrati. Grazie all’utilizzo del geomagnetometro gestito dal personale del Nipaf della Forestale - Laboratorio Mobile Unità di indagine e di repertazione scientifica - e alla preziosa collaborazione fornita dal personale dell’Istituto nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv), sono stati eseguiti sondaggi geologici nel terreno tali da far rinvenire circa 15.000 metri cubi di rifiuti di vario tipo, pericolosi e non, interrati ad una profondità di circa due metri, senza alcun criterio, costituiti da rifiuti dell’edilizia, rifiuti plastici e ferrosi, accumulatori di piombo e fusti contenenti liquido oleoso nero. La compromissione dell’habitat naturale e le conseguenze del mancato rispetto per l’ambiente hanno determinato l’intervento del Corpo Forestale dello Stato e della Guardia di Finanza, interrompendo, così, condotte illecite, fonte di rischi per l’ambiente e per l’incolumità umana. Sono in corso ulteriori accertamenti tesi all’emersione di ulteriori responsabilità. L’area in argomento è stata posta sotto sequestro penale, sono state acquisite immagini e sono state disposte perizie tecniche sui rifiuti tramite personale dell’Arta Abruzzo.Tutto il materiale raccolto fa parte di in fascicolo che la polizia giudiziaria invierà all’Autorità Giudiziaria e sono state denunciate tre persone per reati ambientali (attività di gestione di rifiuti non autorizzata e getto pericoloso di cose). Sull’area in argomento, secondo notizie apparse nel tempo su diversi organi di informazione, era in procinto la realizzazione di un centro per l’accoglienza di profughi.