Prima grana per Biondi: i centristi rifiutano il posto

1 Luglio 2022

Il gruppo del senatore Quagliariello “L’Aquila al centro” dice no all’assessorato Riunione a Onna per cercare l’accordo, poi l’annuncio: «Noi fuori dalla giunta»

L’AQUILA. Certe volte il mondo è strano cantava Alex Britti. A Onna, la processione rituale attesa dopo due anni di restrizioni legate al contenimento del Covid, deve fare i conti con un possibile blocco legato a un cantiere della rete gas in via dei Martiri. Nello stesso tempo, è un’assemblea che ha avuto luogo proprio nella stessa frazione a provocare una situazione di stallo nello scacchiere quasi definito della giunta comunale. L’assemblea ha visto in campo i candidati dell’Aquila al Centro che hanno deciso all’unanimità di «non entrare a far parte della giunta e di non accettare alcun altro tipo di compensazione di potere». Tra i presenti anche il senatore Gaetano Quagliariello e lo psichiatra Vittorio Sconci. Al confronto, con il primo cittadino Pierluigi Biondi, inoltre, hanno partecipato anche il segretario cittadino del movimento, Mauro Cappelli e il segretario regionale Mimmo Srour. «Nell’ambito della consultazione con il sindaco», viene evidenziato nella nota, «è stata proposta alla lista L’Aquila al Centro una posizione in giunta residuale, derivata al termine dei contatti e degli accordi con tutte le altre forze che hanno sostenuto Pierluigi Biondi alle ultime elezioni amministrative. Questo dato – pur comprensibile alla luce del fatto che “L’Aquila al Centro”, per quanto decisiva e portatrice di un risultato lusinghiero, è stata seppur di poco la lista meno suffragata – si aggiunge a quello di una composizione della giunta francamente squilibrata. Essa appare infatti assai poco rappresentativa delle forze centrali, che hanno svolto un ruolo decisivo e compiuto alle amministrative una scelta non obbligata vista la pluralità delle opzioni in campo, e ampiamente tarata sulle esigenze egoistiche dei partiti più forti. Non vi sarà alcuna ostilità pregiudiziale nei confronti della nuova amministrazione Biondi, alla quale si augura buon lavoro, ma la libertà di giudicare di volta in volta sulla base del merito e nell’esclusivo interesse della città».
IL NODO
Il problema è legato alle quote rosa. Biondi in sostanza avrebbe chiesto all’Aquila al Centro di indicare una donna per la composizione della giunta: il movimento, però, ha ritenuto di non fornire un nome, sentendosi, da un lato, poco considerato e valutando, dall’altro, che l’esecutivo sia troppo sbilanciato a destra, con tre assessorati di peso a Fratelli d’Italia e tre alla Lega. La questione principale è relativa alla necessità di inserire tre donne in giunta: in questi ultimi giorni si è parlato di Manuela Tursini (L’Aquila Futura), Ersilia Lancia (Fratelli d’Italia), Daniela Bontempo (Lega). All’Aquila al Centro era affidato il compito di completare l’equilibrio. Tra le figure individuate Monica Petrella che è già stata nell’esecutivo Biondi all’inizio del primo mandato. Questa possibilità però avrebbe creato malumori all’interno del gruppo, a partire da Daniele Parkkeller D’Angelo eletto con 640 voti, insieme a Stefano Flamini (200 preferenze). Parkkeller non avrebbe gradito particolarmente la questione pari opportunità, spingendo i suoi e il primo cittadino a considerare la possibilità di prevedere un posto in giunta anche per lui. Nulla di fatto.
GLI EQUILIBRI
Chiarita, intanto, la posizione di Forza Italia. Il partito di Berlusconi è pronto a proporre Roberto Tinari come assessore in giunta. Quest’ultimo avrebbe mantenuto volentieri il ruolo di presidente del consiglio comunale, pur avendo una forza ben diversa rispetto a cinque anni fa, dove aveva totalizzato ben altre preferenze. La questione, semmai, è legata al tipo di delega che riceverà, difficilmente di peso nell’ambito delle dinamiche cittadine. Presidente del consiglio sarà invece Roberto Santangelo, accertata la piena compatibilità con la sua posizione all’Emiciclo. Il più votato dell’Aquila Futura (e in assoluto) ha già in tasca un parere tecnico che gli consentirà di far convivere i due ruoli. Il movimento, in alternativa, avrebbe aspirato a due assessorati. Ma anche qui, la partita ha avuto un’evoluzione diversa. Resta al suo posto, nella carica di vicesindaco, Raffaele Daniele. Un ruolo ambìto anche dalla Lega che, a dirla tutta, non avrebbe neanche disprezzato la presidenza del consiglio. Però, poi, è prevalsa la linea dei tre assessorati (gli altri due sono Fabrizio Taranta e Francesco De Santis), se non altro per garantire l’ingresso in consiglio dei primi non eletti. Completa l’esecutivo Vito Colonna (che porterebbe a tre il numero di assessori per Fdi). Tutti i nodi saranno sciolti entro lunedì in tempo utile per il primo consiglio.
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