Prima le minacce poi l’esplosione Il perito: la bomba poteva uccidere

I due arrestati per l’attentato compiuto a maggio ai danni di un bar compariranno oggi davanti al gip La titolare aveva avuto un avvertimento: «Sappi che da un giorno all’altro il tuo locale andrà a fuoco»
TRASACCO. «Sappi che da un giorno all’altro il tuo locale andrà a fuoco». È la frase di minaccia rivolta a S.B., titolare del bar tabaccheria Barbarossa di Trasacco, da Antonio De Silvio e Salvatore Ferrusi il 3 maggio scorso. Due giorni dopo, alle 2 di notte, nel locale di via Febonio è esplosa una bomba che, per il consulente della procura, avrebbe potuto uccidere. Due giorni fa per quel fatto, De Silvio e Ferrusi sono finiti in carcere per possesso di esplosivo, danneggiamento e minacce. Ad incastrarli le immagini delle telecamere del bar tabaccheria che avevano ripreso una Mercedes bianca fermarsi davanti all’ingresso secondario del bar in piazza Matteotti. Un uomo incappucciato era sceso dal lato passeggero e aveva posizionato qualcosa all’interno, che aveva lasciato una scia di fumo. Poi l’auto si era allontanata. Qualche istante dopo l’esplosione. Solo per un caso nessuno dei clienti era rimasto ferito. Al momento dell’esplosione nel locale c’erano almeno 6 persone, tra clienti e personale. Uno degli avventori, in particolare, dice di essere vivo per miracolo poiché mentre si accingeva a scendere le scale per dirigersi verso l’uscita era stato investito dall’esplosione. Cruciali ai fini delle indagini anche le testimonianze dei clienti del bar che avevano riconosciuto la Mercedes in uso ad Antonio De Silvio e visto Salvatore Ferrusi piazzare l’ordigno. «Un ordigno clandestino», spiega il perito nominato dalla Procura, Paride Minervini, «atto a provocare ingenti danni e la lesività di un corpo umano fino a provocarne la morte. I frammenti rinvenuti e i danneggiamenti visionati conducono l'evento all’utilizzo di materiale esplodente ed esplosivo che per le sue caratteristiche risulta micidiale. La potenza dell’esplosione aveva, infatti, distrutto tre porte a vetri deformandone i cardini in acciaio», scrive l’esperto balistico. Gli indumenti indossati dall’uomo che aveva piazzato la bomba erano stati trovati a casa di Ferrusi nel corso di una perquisizione. Mentre la Mercedes, benché risulti intestata a una terza persona, come accertato dagli inquirenti, è in uso a De Silvio che dai successivi accertamenti è risultato essere privo della patente di guida. Titolare del fascicolo d’inchiesta è il pubblico ministero Marianna Proietti che ha coordinato le indagini del carabinieri di Trasacco guidati dal luogotenente Antonio Calvacchi. Questa mattina i due, rinchiusi nel carcere San Nicola di Avezzano, compariranno davanti al gip Marianna Minotti per l’interrogatorio di garanzia assistiti dagli avvocati Mario Flammini e Vincenzo Retico.
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