Prima prosciolti e ora a giudizio

In due a processo, uno per spaccio e l’altro per detenzione di armi
SULMONA. Credevano di averla fatta franca dopo essere stati prosciolti dalle accuse di spaccio e detenzione di armi. La Suprema Corte, alla quale ha fatto ricorso la Procura generale dell’Aquila, ha invece ribaltato la sentenza e ha trasmesso gli atti al tribunale di Sulmona per un nuovo procedimento. Protagonisti della singolare vicenda due uomini di Raiano, Fabrizio D’Ambrogio di 52 anni, e Angelo Vallera, di 62 anni, i quali sono stati ieri mattina rinviati a giudizio, dal giudice per le udienze preliminari, per le stesse accuse per le quali erano stati precedentemente prosciolti. La prima udienza del processo è stata fissata al 18 giugno. La vicenda risale a gennaio del 2011 quando i due raianesi furono fermati dai carabinieri nei pressi di Pratola Peligna mentre stavano facendo ritorno a casa. D’Ambrogio, che nel procedimento giudiziario è difeso dall’avvocato Paolo Moca, venne trovato in possesso di 2 grammi di cocaina mentre a Vallera, difeso dall’avvocato Alberto Paolini, i carabinieri trovarono in tasca due coltellini dei quali non seppe giustificare il possesso. Nella successiva perquisizione domiciliare i militari recuperarono a casa di D’Ambrogio un bilancino di precisione e un consistente quantitativo di sostanza per il taglio della cocaina; mentre a casa di Vallera i carabinieri trovarono un piccolo arsenale: un’ascia da lancio, 1 coltello a scatto, 5 pugnali da lancio, 4 coltelli a serramanico e 2 coltelli a scatto. In un cassetto di un mobile furono poi recuperati 15 proiettili a salve calibro 9 x17. Il 25 febbraio del 2014 i due erano finiti davanti al gup Ciro Marsella, che li aveva prosciolti dalle accuse. Sentenza alla quale ha fatto opposizione la Procura, ricorrendo in Cassazione e ottenendo la riapertura del procedimento.
Claudio Lattanzio
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