Prima videochiamata dall’Aquila col 5G

La rettrice Inverardi e il sindaco Biondi si sono connessi con Barcellona dove c’era il management della Zte
L’AQUILA. «Yes, sure… very interesting». La rettrice dell'Università dell'Aquila, Paola Inverardi, parla al telefono dentro una cuffia. Vicino a lei c'è il sindaco, Pierluigi Biondi. «Sì, certo… molto interessante…». Stretti stretti, per farsi vedere dall'altro capo del telefono, sembrerebbe una videochiamata come tutte le altre, una telefonata tra L'Aquila e Barcellona.
E invece quella semplice telefonata di ieri pomeriggio rappresenta una piccola pietra miliare della tecnologia. Il cellulare che connette il Tecnopolo dell'Aquila e il Mobile World congress di Barcellona sta infatti completando la prima – e a questo punto storica – videochiamata attraverso il Mediterraneo con uno smartphone collegato esclusivamente su rete 5G. All'altro capo del telefono ci sono i vertici di Zte, Hu Kun e Tang Wenha, rappresentanti dell'azienda che all'Aquila ha impiantato il Centro di ricerca e innovazione e che in partnership con Wind Tre e Open Fiber ha condotto l'esperimento di ieri e sta portando avanti la sperimentazione sui nuovi standard di trasmissione, destinati a invadere a brevissimo il pianeta. Soltanto un mese fa, a Shenzhen, in Cina, Zte aveva infatti bruciato la concorrenza, portando a termine la prima telefonata completamente in ambiente 5G. Ieri la prima videochiamata tra L'Aquila e Barcellona, e già da qualche tempo, nelle mostre specializzate, appaiono i telefoni cellulari di prossima commercializzazione predisposti per il 5G. Nel frattempo è stato definito in maniera univoca e a livello mondiale lo standard di trasmissione. Lo standard utilizzato nella trasmissione di ieri pomeriggio si chiama 3Gpp R15. Basata sulla rete pilota 5G all'Aquila, la videochiamata di ieri adottava le soluzioni 5G end-to-end di Zte, tra cui Ran, rete centrale, carrier e dispositivo. All'interno della Zte al Tecnopolo dell'Aquila, una delle 5 città italiane scelte per la sperimentazione 5G, di solito si parla inglese, al massimo il cinese. Domenico Puntillo, responsabile della comunicazione Zte, spiega, e per fortuna lo fa in italiano, il salto tecnologico dietro la videochiamata di ieri. «Siamo orgogliosi di poter fare questa videochiamata proprio dall'Aquila. Il 5G è una realtà, con le soluzioni tecnologiche adottate per la videochiamata di poco fa siamo infatti già in ambito di servizio. Il 5G è una evoluzione dello standard che già stiamo usando, il 4G, ma rispetto a questo permette di avere una risposta molto più veloce, una quantità enorme di dispositivi accesi sotto la stessa antenna, consumo ridotto di batterie e una serie di prestazioni per Iot, internet degli oggetti, smart city e automotive, senza precedenti». Per quanto riguarda le polemiche sulla eventuale pericolosità della emissioni della rete 5G, Puntillo si mostra attento: «Il 5G non è molto diverso dalla attuale tecnologia radiomobile già presente in ogni cellulare. Da anni si studiano gli effetti delle onde emesse dai cellulari sugli esseri viventi, senza arrivare a una conclusione certa. Ma in ogni caso il 5G è basato su antenne molto più piccole e con potenze estremamente ridotte rispetto a ogni altro utilizzatore».
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