Primo consiglio del Di Piero-bis Nuove tensioni sugli assessori

In assise riflettori ancora puntati su Critani e Rico, accusati dall’opposizione di essere incompatibili Solito attacco della Narrarone. Il sindaco replica: «Facile fare il grillo parlante senza voler governare»
SULMONA. Un battesimo di fuoco per il nuovo esecutivo. Oltre cinque ore di consiglio comunale, una lunga e dura maratona in cui sono volati gli stracci tra maggioranza ed ex componenti della maggioranza, tra sindaco Gianfranco Di Piero e l’ex presidente del Partito democratico Teresa Nannarone. In mezzo i nuovi assessori e le loro presunte incompatibilità, tra variazioni di bilancio e i “buchi” del Cogesa, quello economico e quello che ospita i rifiuti. Due buchi che stanno creando i maggiori problemi sia alla salute del Comune che a quella dei cittadini. Ma i fuochi d’artificio sono arrivati alla fine quando Franco Di Rocco (civici), Vittorio Masci (FdI) e Nannarone hanno puntato l’indice accusatorio sul sindaco indicandolo come maggiore artefice del fallimento del progetto Liberamente Sulmona che lui, il primo cittadino, si ostina ancora a portare avanti. «È chiaro che lei pratica il potere fine a se stesso, anzi fine a lei stesso. Viene da storie che incarnano il potere per il potere», attacca duro Nannarone, «contraddicendo continuamente e costantemente quanto dichiarato in campagna elettorale ma anche durante questi due anni in cui minacciava costantemente di dimettersi e tornare alla Asl, restando indifferente alle vicende gravi del Cogesa, della mensa, del cibo della mensa, dei malati delle Marane. Ma anche delle strade, del centro storico, delle infiltrazioni della criminalità, di tutti quegli ordini del giorno, e sono decine, farisaicamente recepiti ma rimasti nel cassetto. Cosa resta di Liberamente Sulmona e delle speranze dei cittadini di cambiamento?», incalza l’ex presidente del Pd di Sulmona, «resta una vuota ed inutile illusione. Anzi una brutta espressione di potere e cioè le sue scelte che sono il contrario che la città avrebbe voluto e per le quali ha votato: il cambiamento. Un sindaco Indifferente, incoerente, indietrista e continuista». Altrettanto dura la replica del sindaco: «Ho la mia storia di rapporti di amicizia che mai ho rinnegato. La mia condotta professionale non ha mai perseguito il potere. La mia azione politica non è mai stata caratterizzata dal disegno di potere. Questa esperienza non è fallita per disegno di potere, ma è fallita il giorno dopo la vittoria elettorale per i litigi, le ambizioni personali, la lotta per le poltrone e il rancore che caratterizzava alcuni componenti della maggioranza. Ciò ha fatto deflagrare la coalizione e abbiamo avuto una minoranza dentro la maggioranza. Ho dovuto fare il vigile urbano della politica. È facile fare il grillo parlante e non prendersi le responsabilità di governare che le erano state proposte». Poi lo scontro si è spostato sugli assessori che, a detta della minoranza, sarebbero incompatibili con la carica che ricoprono. Almeno due: Armando Critani e Ilenia Rico. Il primo revisore dei conti supplente in una società di servizi del Comune dell’Aquila, quindi secondo la minoranza «uomo del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi». Ma le accuse più dure arrivano nei confronti dell’assessore ai Lavori pubblici Ilenia Rico. Nannarone ha mostrato le fotocopie di alcuni post dell’assessore non proprio in linea con la valorizzazione della parità di genere ma soprattutto ha chiesto al sindaco di chiamare in causa l’Anac per la collaborazione che la Rico ha avuto con lo Studio Petrella di Pratola, lo stesso che si sta occupando di numerosi lavori per conto del Comune di Sulmona. La minoranza ha poi presentato tre ordini del giorno di cui due sul Cogesa per i quali il sindaco si è impegnato a dedicare un intero consiglio comunale che si terrà nei prossimi giorni, sicuramente prima di Natale.
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