Processione del Venerdì Santo petizione contro gli altoparlanti

Nasce un comitato per il ripristino delle tradizioni cancellate negli ultimi anni dal vescovo Spina Il portavoce: chiediamo la riproposizione del vecchio percorso con l’ingresso in piazza Plebiscito
SULMONA. Una petizione popolare per ripristinare il vecchio percorso della processione del Venerdì Santo. Ma anche alcune tradizione che il vescovo ha cancellato negli ultimi anni.
Dopo le polemiche sorte negli ultimi anni tra i componenti del coro e la curia, sono i cittadini che a due mesi scarsi dalle sacre rappresentazioni pasquali, chiedono di tornare all’antico con le manifestazioni della Settimana Santa. Già da qualche giorno il neonato “Comitato del ripristino delle tradizioni”, si sta dando da fare per raccogliere le adesioni e convincere il vescovo Angelo Spina a tornare sui suoi passi. Numerosi i consensi già incassati.
Le firme raccolte saranno consegnate al direttivo dell’Arcinconfraternita della SantissimaTrinità, che da sempre si occupa di organizzare la processione del Venerdì Santo, affinché siano recapitate al vescovo insieme alle tradizioni da ripristinare.
«Considerando l’antica Processione patrimonio non solo religioso ma anche culturale e identitario della comunità», afferma il portavoce del comitato, Carlo Maria Speranza, «siamo convinti che le modifiche apportate negli anni, senza nulla aggiungere alla sua essenza, ne hanno diminuito la bellezza e il fascino, allontanandola dal suo assetto tradizionale».
Prima che la rottura della continuità con il passato diventi “irreversibile", presentano alcune richieste, come l’eliminazione dell’amplificazione che accompagna le preghiere dei fedeli – che disturba la solennità della processione e spesso si sovrappone al maestoso coro – e la regolamentazione dell’attività dei fotografi. «Troppe telecamere e apparecchi fotografici che disturbano il procedere del corteo».
Ma la richiesta più pressante è quella di ripristinare il vecchio percorso che prevedeva l’ingresso in piazza Plebiscito, gremita di fedeli, subito dopo il cambio dei portatori delle statue che avviene sotto l’acquedotto medievale. Il tutto consentendo al corteo di non volgere più le spalle alla chiesa di Santa Maria della Tomba. Una modifica che il vescovo apportò quattro anni fa, per eliminare la sosta in via della Cona, che la maggior parte dei componenti del coro e i portatori dei fanali, utilizzava per rifocillarsi con pizza e vino e per andare al bagno.
Nel dichiararsi in piena sintonia con il vescovo, almeno per quanto riguarda la decisione di togliere la “sosta ricreativa”, il comitato sollecita la cancellazione di un’altra novità introdotta da monsignor Spina: «Al momento del rientro della processione nella Chiesa della Santissima Trinità, il corteo elimini le interruzioni davanti a palazzo dell’Annunziata. Nell’auspicare che l’ invito rivolto venga accolto favorevolmente», concludono dal comitato, «non possiamo fare a meno di richiamare l’Arciconfraternita alla responsabilità che le deriva dall’essere depositaria di una manifestazione secolare che appartiene all’ intera comunità cittadina».
Claudio Lattanzio
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