Processo a finanziere Nei guai una testimone

14 Febbraio 2018

L’AQUILA. Alle ultime battute un processo a un finanziere, Sestilio Berardini, che è accusato di non aver accudito una sua anziana parente, per la quale aveva ottenuto un congedo straordinario,...

L’AQUILA. Alle ultime battute un processo a un finanziere, Sestilio Berardini, che è accusato di non aver accudito una sua anziana parente, per la quale aveva ottenuto un congedo straordinario, mentre, per l’accusa, avrebbe trascorso altrove parte di quel tempo. L’imputazione, a scanso di equivoci, parla solo di truffa ai danni dello Stato e non di omissioni nell’assistenza.
Ieri il finanziere è stato interrogato davanti al giudice Adolfo Di Zenzo, e ha di fatto ribadito le modalità con le quali accudiva l’anziana nell’abitazione alla Torretta, negando, dunque, qualsiasi accusa.
Nel corso dell’udienza ci sono stati dei momenti di una certa concitazione quando, in occasione dell’audizione di una testimone, che in passato aveva avuto una relazione con il finanziere, la donna ha riferito circostanze non credibili secondo il pm Stefano Gallo. Questi l’ha anche incalzata, ricordandole che è indagata in un procedimento parallelo e che è stata intercettata, aspetto che lei non sapeva. Visto che la versione fornita da costei andava contro le risultanze del rappresentante dell’accusa, questi ha mandato gli atti alla Procura per falsa testimonianza. Gli è parso poco credibile, per esempio, che la testimone, una donna di 53 anni, L.L., non sapesse con esattezza il luogo dell’abitazione dell’imputato pur avendolo frequentato per circa quattro anni. Inoltre non sarebbe stata esaustiva su alcuni viaggi ed escursioni fatti con Berardini. Atti alla Procura per falsa testimonianza anche per altre due persone non ascoltate ieri. Il processo è stato aggiornato al 27 febbraio.
Secondo la difesa, comunque, le immagini che sono state portate all’attenzione dei magistrati per testimoniare la sussistenza del reato non hanno peso probatorio: riprese e foto, fatte tramite pedinamenti, sarebbero invalidate dai riscontri oggettivi. La sentenza non è lontana.
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