Processo ai furbetti del cartellino: quattro condanne, due gli assolti

Diciotto mesi a Pezzella, un anno a Vanacore, Piccoli e Santilli. Incapaci d’intendere gli altri imputati Indagini condotte dalla Finanza, 48 i dipendenti comunali inizialmente accusati di assenteismo
SULMONA. Un anno e sei mesi di reclusione, e una multa da mille euro a Stefano Pezzella; un anno per Felicia Vanacore, Venanzio Piccoli e Mirella Santilli, che dovranno pagare anche una multa di 400 euro a testa. Assolti per la totale incapacità d’intendere e volere, al momento del fatto, Marco Chiavari e Giovanni Del Signore. È questo l’esito del processo di primo grado riguardante l’inchiesta sui “furbetti del cartellino” al Comune di Sulmona. La sentenza, pronunciata dal giudice monocratico, Francesca Pinacchio, è arrivata dopo otto anni dall’avvio dell’operazione, eseguita nel 2016, dalla Finanza di Sulmona.
L’inchiesta, che suscitò parecchio clamore anche a livello nazionale, vedeva indagate inizialmente quarantotto persone, per aver timbrato falsamente i badge ed essersi assentate senza giustificazione dal posto di lavoro. Le fiamme gialle, nel corso delle indagini, avevano pizzicato in particolare i dipendenti comunali finiti sotto la lente della magistratura, in orari di lavoro al bar durante colazioni lunghe 20 minuti o al mercato, durante la spesa da portare a casa.
Dei 48 finiti sotto inchiesta, solo per la metà di loro arrivò l’avviso di garanzia e di chiusura delle indagini preliminari, per il filone penale che si è ridimensionato negli anni. Il sostituto procuratore, Stefano Iafolla, titolare del fascicolo, aveva chiesto in seguito 15 archiviazione e 9 rinvii a giudizio.
Alla fine solo sei ex dipendenti, tutti in pensione, sono finiti davanti al giudice. Nel corso del processo hanno sfilato diversi testimoni e sono state eseguite perizie su due di loro che hanno permesso di accertare la piena incapacità d’intendere e volere al momento del fatto. In totale si contano solo quattro condanne, più un patteggiamento che era stato concordato, nel 2019, durante l’udienza preliminare. Gli avvocati degli imputati, Alessandro Margiotta, Alberto Paolini e Maria Romilda Ratiglia, annunciano il ricorso in appello anche se la prescrizione dei reati non è molto lontana.
Sono stati tre i filoni dell’inchiesta. In quello contabile, che si è sviluppato davanti alla Corte dei conti, sette dipendenti su diciotto erano stati condannati a risarcire il Comune di Sulmona per danno erariale, con un importo che oscillava da 500 a 4.500 euro. Per gli altri la posizione era stata archiviata anche dai giudici contabili.
Quanto al filone disciplinare, dall’ufficio preposto era arrivato un solo licenziamento per Stefano Pezzella. Provvedimento annullato dal giudice per la tardività della decisione, tanto che l’ex usciere è stato poi risarcito. Era il 18 maggio 2017, quando l’allora responsabile dell’ufficio procedimenti disciplinari, Sylvia Kranz, presentò la formale richiesta di acquisizione del fascicolo della procura.
Tuttavia le carte rimasero chiuse nel cassetto fino a dicembre del 2018.
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