Processo al medico Leombruni ascoltati due testimoni in aula

SULMONA. Si è svolta la seconda udienza del processo che vede imputato Paolo Leombruni, il medico sulmonese arrestato dai Nas nell’ottobre 2021 con l’accusa di concussione nei confronti di una donna...
SULMONA. Si è svolta la seconda udienza del processo che vede imputato Paolo Leombruni, il medico sulmonese arrestato dai Nas nell’ottobre 2021 con l’accusa di concussione nei confronti di una donna malata di tumore (deceduta il 22 dicembre scorso). Il tribunale di Sulmona riunito in seduta collegiale ha ascoltato alcuni testimoni tra cui i giornalisti Giuseppe Fuggetta e Andrea D’Aurelio, in quanto utenti del medico. Poi è stata la volta dell’imputato Paolo Leombruni che davanti al presidente del tribunale, Mazzagreco, ha raccontato la sua versione dei fatti evidenziando di essere stato contattato dalla donna e di averle somministrato una cura adiuvante e non salva vita, come contestato dall’accusa. «Sto vivendo un incubo, mi sono sempre prodigato a favore dei pazienti che ho anteposto a tutto, anche alla mia persona. Mi sono limitato ad accettare la richiesta di una paziente malata e le ho somministrato una cura palliativa», prosegue Leombruni, «non sono un santone, sono un medico. Il compenso era dovuto a una semplice prestazione professionale con partita Iva». L’uomo è difeso dagli avvocati Alessandro Margiotta e Massimo Zambelli. L’udienza è stata quindi aggiornata al 12 dicembre. (c.l.)

