Processo da rifare per il colonnello Guarino

10 Marzo 2022

Annullata l’assoluzione. Era finito sotto inchiesta per concussione con l’ex city manager Cordeschi

L’AQUILA. Processo da rifare per il colonnello Savino Guarino, l’ex comandante provinciale dei carabinieri accusato di concussione nei confronti dell’imprenditore Gabriele Valentini per una vicenda che risale al periodo tra il 2011 e il 2012. L’ufficiale finì sotto inchiesta insieme a Massimiliano Cordeschi, promotore finanziario ed ex city manager del Comune dell’Aquila, per la ristrutturazione della sua casa di Roma, che comportò un intervento del valore di 25mila euro. I lavori, realizzati dall’impresa di Valentini, avevano fatto scattare l’ipotesi di reato a carico dei due accusati e le relative condanne al termine del processo di primo grado. Guarino e Cordeschi erano stati così condannati rispettivamente a sei anni e cinque mesi e otto mesi di reclusione. Cordeschi era stato coinvolto nell’inchiesta perché, sebbene non nelle vesti di dirigente comunale, avrebbe lasciato intendere all’imprenditore che, se non avesse ceduto alle richieste di Guarino, per lui ci sarebbero potute essere ripercussioni alla luce del ruolo del comandante. La Corte d’Appello aveva, poi, ribaltato l’esito del giudizio di primo grado: l’ufficiale e l’ex city manager erano stati entrambi assolti perché il fatto non sussiste. Il collegio presieduto da Aldo Manfredi aveva accolto le tesi difensive esposte dagli avvocati, Antonio Milo e Stefano Rossi per Guarino e Federica Salemi per Cordeschi, che avevano impugnato la sentenza di condanna. Determinanti sarebbero stati, per il ribaltamento del giudizio, due colloqui telefonici tra l’ex comandante provinciale dell’Arma e l’imprenditore. A chiederne l’acquisizione, con l’affidamento di una perizia, erano stati Milo e Rossi che avevano fatto rilevare il mancato esame delle telefonate durante il primo processo. Secondo loro si trattava di elementi decisivi in quanto i colloqui, entrambi registrati dal colonnello, avrebbero evidenziato l’esistenza di un «rapporto di pregressa amicizia» con Valentini, smontando così l’ipotesi accusatoria che ha dato la stura alla condanna. Nei confronti di Guarini era caduta anche l’accusa di aver tentato di ottenere da Valentini una somma per l’acquisto di un’altra casa a Roma del valore di 850mila euro. La Cassazione, però, ha annullato la sentenza di assoluzione pronunciata dai giudici di secondo grado, accogliendo il ricorso presentato dal procuratore generale Alberto Sgambati. Il processo a carico dell’ex ufficiale dell’Arma e dell’ex city manager del Comune dell’Aquila è dunque tutto da rifare. A occuparsi delle vicenda giudiziaria questa volta saranno i giudici di Perugia. (f.d.m.)
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