Processo Do ut des rinviato, incertezza sulla nuova data
Il tribunale, sulla scorta di un’astensione nazionale degli avvocati a causa dell’epidemia del coronavirus, ha rinviato al 23 marzo la conclusione processo “Do ut des” in relazione a presunte...
Il tribunale, sulla scorta di un’astensione nazionale degli avvocati a causa dell’epidemia del coronavirus, ha rinviato al 23 marzo la conclusione processo “Do ut des” in relazione a presunte tangenti per lavori di puntellamenti nel post-terremoto. Si tratta di un processo con quasi tutte le accuse prescritte. Forse alcuni degli avvocati avrebbero voluto celebrarlo, ma il rinvio è stato inevitabile.
Sono comunque in molti a ipotizzare che nemmeno in quella data si arrivi alla definizione considerati i provvedimenti che ieri ha preso il governo a livello nazionale. Nel corso della precedente udienza la Procura della Repubblica aveva chiesto il non doversi procedere per prescrizione a carico degli ex assessori comunali Pierluigi Tancredi e Vladimiro Placidi e l’assoluzione con formula dubitativa per l’ex vicesindaco Roberto Riga. Chiesta la condanna solo per un imprenditore, Daniele Lago, accusato di appropriazione indebita.
Gli avvocati degli imputati, ovviamente, cercheranno di ottenere l’assoluzione piena anche perché la prescrizione non elimina alcuni effetti civili che potrebbero riverberarsi sugli accusati.
Nel giro di poche settimane, comunque, verranno prescritte le residue accuse ancora in piedi.
Sono comunque in molti a ipotizzare che nemmeno in quella data si arrivi alla definizione considerati i provvedimenti che ieri ha preso il governo a livello nazionale. Nel corso della precedente udienza la Procura della Repubblica aveva chiesto il non doversi procedere per prescrizione a carico degli ex assessori comunali Pierluigi Tancredi e Vladimiro Placidi e l’assoluzione con formula dubitativa per l’ex vicesindaco Roberto Riga. Chiesta la condanna solo per un imprenditore, Daniele Lago, accusato di appropriazione indebita.
Gli avvocati degli imputati, ovviamente, cercheranno di ottenere l’assoluzione piena anche perché la prescrizione non elimina alcuni effetti civili che potrebbero riverberarsi sugli accusati.
Nel giro di poche settimane, comunque, verranno prescritte le residue accuse ancora in piedi.

