Processo Mar, lite tra magistrati

Il pm contesta la data del rinvio dell’udienza. Il giudice: «Io sono solo, voi sette»
L’AQUILA. Una delle ultime udienze del processo per turbativa d'asta per le famose «case removibili», mai realizzate, i cosiddetti Mar, è stata caratterizzata da uno scontro tra pm e giudice. Il caso, che si trascina ormai da oltre tre anni, vede imputati per turbativa d'asta Massimiliano Cordeschi (ex city manager del Comune), Domenico de Nardis (dirigente dell'Avvocatura comunale), Renato Amorosi, Eugenio Vendrame (ex comandante della polizia municipale) e l'imprenditore Luigi Palmerini.
I reati contestati sono abuso d'ufficio, turbativa d'asta e abuso edilizio.
Ieri, dopo avere ascoltato la testimonianza del sindaco Massimo Cialente, che ha «scagionato» gli imputati, seguita dalle audizioni di Cordeschi e De Nardis, si è trattato di trovare una data per la prossima udienza. Il giudice Giuseppe Grieco ha indicato una data ma il pm Simonetta Ciccarelli ha fortemente dissentito dicendo che si trattava di un «regalo »alle difese, probabilmente intendendo che ci si avvicina la prescrizione senza, ovviamente, adombrare nulla. Il giudice, però, non l’ha mandata giù e ha chiesto ad alta voce di ritirare la parola «regalo». «Voi della Procura siete in sette, «ha aggiunto, «mentre io sono solo a giudicare». In effetti da anni l’unico giudice togato è Grieco mentre da poco gli si è affiancato il collega Romano Gargarella. Insomma una discussione sorta a causa dello scarso numero di toghe: in procura sono sotto organico nel settore giudicante del tribunale è ancora peggio.
Tornando al processo, si trattava di un'operazione da 40 milioni, sulla scorta di un'ordinanza della presidenza del Consiglio. Cialente ha sempre ritenuta opportuna questa operazione.
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