Processo Stati, prescrizione più vicina

10 Marzo 2017

Ieri udienza con la testimonianza del “superpoliziotto”, Chiodi sarà ascoltato il 9 novembre

AVEZZANO. È sempre più vicino alla prescrizione, a otto anni dall’avvio, il processo a carico dell’ex assessore regionale con delega anche alla Protezione civile, Daniela Stati, del padre Ezio (in passato tesoriere della Dc e poi capogruppo di FI in consiglio regionale), di Marco Buzzelli e degli imprenditori Vincenzo Angeloni (ex parlamentare di FI) e Sabatino Stornelli (nel 2010 amministratore delegato di Selex service management).

Ieri sul banco dei testimoni c’erano l’ex presidente della Regione, attuale consigliere regionale, Gianni Chiodi, il consigliere comunale di Avezzano, Lino Cipollone, e l’ispettore della squadra mobile di Pescara, che ha seguito le indagini, Giancarlo Pavone. Nonostante la renitenza da parte degli Stati a un’eventuale prescrizione, prevista a gennaio 2018, l’ipotesi si fa sempre più concreta.

Il processo è stato rinviato al 9 novembre per ascoltare Chiodi e Cipollone che hanno atteso invano il loro turno. L’ispettore Pavone, responsabile delle ultime più importanti inchieste sulla pubblica amministrazione abruzzese, da Ciclone ad Housework, noto anche per essere stato recentemente criticato dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, in una dura invettiva in consiglio regionale dove è stato accusato addirittura di aver fabbricato prove false, ha parlato, intercettazioni alla mano, per circa tre ore.

Ha ricostruito, davanti al giudice del tribunale di Avezzano, Carla Mastelli, e al pubblico ministero Roberto Savelli, tutta la vicenda riguardante presunte tangenti e regalie negli appalti per la ricostruzione post-terremoto.

«È emerso», ha spiegato Alfredo Iacone, difensore degli Stati, «che l’interesse dell’ex assessore regionale Daniela Stati era quello della tutela dei lavoratori di Abruzzo Engineerin. È inesistente, inoltre, il contratto tra Abruzzo Engineerin e Selex ma, per ammissione del teste stesso, si trattava di un contratto tra la Selex e il ministero dell’Ambiente per la Sistr, Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti».

« Ci siamo opposti», precisa l’avvocato, «alla richiesta di trasferimento del processo a Roma come richiesto dalla difesa di Stornelli. Significherebbe perdere tanto tempo e arrivare alla certezza della prescrizione».

Nell’inchiesta dovranno essere ascoltati ancora testimoni illustri come Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Guido Bertolaso, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Antonio Del Corvo, e altri esponenti dell’allora giunta regionale.

Il collegio difensivo era composto anche dagli altri avvocati Antonio Milo e Cesare Placanica. (p.g.)

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