Processo sugli appalti in Comune Ciciotti: «È l’ennesimo attacco»

Il primo cittadino boccia l’istanza presentata dall’opposizione: «Sono accaniti nei miei confronti» Di Felice, Bussi e Silvestri: «Risposta inaccettabile, la richiesta di parte civile è un diritto del Comune»
CAPISTRELLO. Un secco “no” alla richiesta di costituzione di parte civile del Comune dopo il rinvio a giudizio del sindaco di Capistrello Francesco Ciciotti. Arriva proprio dal primo cittadino che a nome dell’amministrazione comunale risponde all’istanza avanzata dalla minoranza etichettandola come «l’ennesimo attacco ad personam che crea contrasti insanabili nella comunità». L’inchiesta riguarda presunte «irregolarità» nell’affidamento di incarichi e servizi pubblici. «Tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio», dichiara il sindaco, «la reiterata strumentalizzazione di fatti e situazioni per mera convenienza di parte, che la stessa opposizione si affretta a definire ’modo di fare politica che non ci appartiene’, trova la massima espressione nell’ennesimo ingiustificato attacco dell’opposizione alla maggioranza e, in particolare, al primo cittadino, creando di fatto insanabili contrasti tra la popolazione di Capistrello. Con la mozione avanzata, i consiglieri di minoranza Chiara Di Felice, Dina Bussi e Vittorio Silvestri, sembrerebbero ignorare che non rientra nelle funzioni del consiglio comunale, anche tramite richiesta di convocazione urgente per approvare la loro mozione. Corre obbligo evidenziare», aggiunge Ciciotti, «che la richiesta di costituzione di parte civile era già stata avanzata dai consiglieri di minoranza nel 2020 e avevano ottenuto già risposta da parte del sindaco e del segretario comunale. Non spetta all’imputato dimostrare la sua innocenza, ma è compito della pubblica accusa dimostrarne in giudizio la colpevolezza. Fino alla irrevocabilità della sentenza non può e non deve essere messo in dubbio il principio di innocenza, sancito, inoltre, anche nell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Non è affatto difficile incorrere in vicende giudiziarie quando si amministra un Comune con fermo impegno e senza risparmiarsi, cosa evidentemente misconosciuta ai consiglieri d’opposizione. Il mio ruolo istituzionale», conclude il sindaco, «troppo spesso è stato oggetto di attacco da parte di una minoranza immotivatamente accanita e distruttiva nei miei riguardi: sono già stato denunciato oltre 50 volte da un ex dipendente comunale e circa 15 in forma anonima e mi difenderò nelle sedi opportune». La controreplica dell’opposizione, che parla di «risposta inaccettabile» non si è fatta attendere. «Innanzitutto», sottolineano i tre consiglieri, «la costituzione di parte civile non è un attacco personale ma rappresenta piuttosto l’esercizio di un diritto dovere a cui il comune, e quindi la giunta ed il consiglio comunale, non possono sottrarsi. Ciciotti questo lo sa bene, anche se fa finta di dimenticarlo, perché proprio lui in passato ha deliberato ripetutamente la costituzione di parte civile contro ex amministratori, poi assolti, da accuse che proprio lui, con le sue denunce, aveva avanzato. Va poi chiarito che Ciciotti è imputato in quanto rinviato a giudizio non dalla minoranza ma dal tribunale su richiesta della Procura per i reati di corruzione, concussione e turbativa. Non è l'opposizione ad aver fatto denunce, a differenza di quanto fatto da lui in passato».
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