Processo telematico civile, avanti piano

27 Gennaio 2019

Troppi detenuti nelle carceri: sovraffollati gli istituti penitenziari di Pescara, Lanciano e Sulmona

L’AQUILA. Nel settore civile il processo telematico non ha dato i frutti sperati. «Qualche anno fa», si legge nella relazione della presidente della Corte d’Appello, Fabrizia Ida Francabandera, «qualcuno si era illuso che la velocità delle comunicazioni si sarebbe trasformata, quasi per affinità, in velocità dei percorsi processuali. Per quanto l’esperienza di questi anni ci abbia confermato che la tecnologia non tocca il cuore del mestiere del giudice e dell’avvocato, che resta per alcuni versi il medesimo di quando si usava il calamaio, è certo però che tutte le fasi del percorso che porta alla definizione di ogni affare è fortemente agevolata dagli strumenti informatici di cui non possiamo fare a meno. In particolare è agevolata la ricerca dei documenti, la consultazione delle banche dati sempre più mirata. Il passo ulteriore da fare è quello di condividere questo sapere esponenziale. Dal confronto tra Csm e Consiglio nazionale forense è emersa la comune esigenza di elaborare modelli condivisi di redazione degli atti».
Nel corso della mattinata è stato anche relazionato sulla situazione delle carceri. I dati fino a metà dello scorso anno svelano che nel nostro distretto erano presenti 1.737 detenuti (meno del 2 per cento rispetto all’anno passato) cui vanno aggiunti 1460 soggetti sottoposti a esecuzione extramuraria. Gli istituti di pena hanno una capienza di soli 1.581 posti per cui ci sono tre istituti (Lanciano, Pescara a Sulmona) con problemi di sovaffollamento. Ieri era presente anche l’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini. «Grazie ai magistrati e alle forze dell’ordine per quello che fanno», ha detto, «per contrastare la malavita. Sono lieto di tornare in questo palazzo ben ricostruito dopo il dramma. Le opere vanno completate e occorre che i soggetti preposti vi provvedano».
Nel corso della giornata sono intervenuti, tra gli altri anche Carlo Peretti, presidente uscente dell’Ordine distrettuale degli avvocati dell’Aquila e Gian Luca Totani, in rappresentanza delle camere penali abruzzesi oltre a Paolo D’Onofrio, portavoce dell’Associazione familiari delle vittime della strada.
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