Produzione di biscotti e pasta all’ex Sercom

7 Giugno 2015

Il progetto dovrebbe tradursi in 200 posti di lavoro. Cialente: verranno utilizzati prodotti locali

L’AQUILA. Biscotti e pasta «made in L’Aquila». Anche il capoluogo di regione avrà la sua fabbrica di biscotti e pasta che utilizzerà grano locale, acqua delle nostre sorgenti e soprattutto uova nostrane e latte degli allevatori del parco. «Tutto andrà bene, se i soliti noti non ci metteranno lo zampino come è già successo con l’Accord Phoenix», dice il sindaco Massimo Cialente. Il biscottificio- pastificio è di quelli rivolti alle nuove frontiere delle intolleranze alimentari, soprattutto al glutine, e produrrà prevalentemente biscotti utilizzando specifici brevetti che prevedono anche l’uso di enzimi per tenere basso il colesterolo. Un’idea nelle mire del sindaco da anni e racchiusa in un progetto blindatissimo. Un progetto che dovrebbe tradursi in 200 posti di lavoro (più l’indotto) e che sorgerà all’ex Sercom. Cialente lo ha messo nero su bianco nel suo programma di mandato: quella che sembrava destinata a restare una cattedrale nel deserto avrà una destinazione artigianale. Cialente guarda anche oltre: in concomitanza dovrà essere lanciato il «brand dei parchi» per contraddistinguere le materie prime che saranno utilizzate dal nascente biscottificio. Sarà un’importante boccata d’ossigeno per il comprensorio aquilano, stretto nella morsa di una crisi occupazionale senza precedenti e che «porterà nuovi posti di lavoro nel settore primario, che avevamo perso, riattivando anche la produzione dei nostri allevatori». Il progetto industriale sarebbe già da tempo all’esame del settore Attività produttive della Regione e di Invitalia (l’Agenzia per lo sviluppo d’impresa). Il pastificio sarà finanziato in parte con il 5% dei fondi provenienti della ricostruzione e destinati alle attività produttive. Si sta lavorando da mesi con incontri, tavoli con gli imprenditori coinvolti e ci sarebbe già una lettera d’intenti. Mentre la Regione mantiene il massimo riserbo, il sindaco si dice soddisfatto. «Rilanceremo il turismo enogastronomico. Saremo pronti con tutta la filiera necessaria per i prodotti da fornire a questa fabbrica». Prodotti che dovranno essere rilanciati con il marchio “latte dei parchi” e delle “uova biologiche”. In tal senso, assume maggiore importanza il lavoro di controllo sulle acque del Vera e dell’Aterno che il Comune si appresta ad avviare per contrastare il batterio della salmonella.

Marianna Gianforte

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