Professore taglia le gomme alla macchina del preside

Sospeso per 4 giorni viene denunciato dal dirigente e finisce sotto processo Di Martino: «Ci sono docenti degni dei peggiori vandali in circolazione»
CASTEL DI SANGRO. Viene sospeso per quattro giorni e taglia le gomme al preside che aveva avviato un procedimento disciplinare nei suoi confronti.
Un gesto assurdo E inconcepibile che potrebbe costare caro a Raffaele D’Amico, 64enne insegnante di laboratorio dell’Istituto di Agraria di Castel di Sangro. Dopo la denuncia del preside, la storia è finita davanti al giudice del tribunale di Sulmona: l’accusa è di danneggiamento aggravato.
«Si parla ogni giorno di buona scuola», è lo sfogo dell’ex preside dell’Agrario, Gennaro Di Martino, che proprio in seguito alla vicenda è stato costretto a chiedere il trasferimento in un’altra sede, «ma tutto diventa inutile quando dietro la cattedra continuano a esserci insegnanti che si fanno beffe delle istituzioni con comportamenti degni dei peggiori vandali in circolazione».
Tra l’altro Raffaele D’Amico, già finito sulle cronache per le botte agli ambientalisti che contestavano il suo allevamento di visoni, ha già sul groppone due condanne per furto e resistenza a pubblico ufficiale.
I fatti finiti nell’aula giudiziaria del palazzo di giustizia di piazza Capograssi fanno riferimento alla sera del 10 febbraio di due anni fa. Quella stessa mattina il preside Di Martino aveva comunicato l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti dell’insegnante di Agraria che per aver offeso e ingiuriato un alunno e poi per essersela presa con gli insegnanti che avevano stigmatizzato il suo comportamento.
«Ho sentito prima un botto», racconta il preside, «mi sono affacciato al balcone e ho visto D’Amico mentre si allontanava di corsa e dopo essere salito sulla sua autovettura, è fuggito via a fari spenti».
Nel processo che riprenderà il 1° ottobre, il preside, difeso dall’avvocato Luca Tirabassi, si è costituito parte civile chiedendo un risarcimento di 20 mila euro. «È una persona che non può continuare a stare in mezzo ai ragazzi ai quali non può insegnare nulla», conclude Di Martino, «noi dirigenti scolastici abbiamo le mani legate e possiamo solo segnalare l’inadeguatezza di queste persone. Dovrebbero pensarci i provveditori che, purtroppo molto spesso, si limitano a impartire punizioni insignificanti che hanno solo l’effetto di produrre queste situazioni».
Claudio Lattanzio
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