Progetto antiviolenza, Horizon capofila

SULMONA. Saranno 25 i ragazzi provenienti da Spagna, Croazia, Georgia e Armenia che parteciperanno al progetto europeo Save, vinto dalla cooperativa sulmonese Horizon Service. L'iniziativa,...
SULMONA. Saranno 25 i ragazzi provenienti da Spagna, Croazia, Georgia e Armenia che parteciperanno al progetto europeo Save, vinto dalla cooperativa sulmonese Horizon Service. L'iniziativa, approvata dalla Comunità Europea nell’ambito del programma "Erasmus + Key Action 1, Youth Exchange", offre un percorso di formazione transnazionale della durata di nove giorni, rivolto a giovani, volontari e operatori sociali di età compresa tra i 18 e i 26 anni, su tematiche inerenti la violenza di genere e l'hate speech online (discorsi di odio sul web). La Horizon Service è capofila del progetto, gli altri partner europei ed extra-europei partecipanti sono la Spagna, la Croazia, la Georgia e l’Armenia. Il progetto è stato presentato ieri in conferenza stampa dal presidente Gennarino Settevendemmie e dal curatore Stefano Calore, assieme ai rappresentanti delle delegazioni straniere.
«L'iniziativa propone un percorso di formazione informale con sessioni frontali e laboratori pratici basati sull’educazione alle differenze di genere, attraverso cui riconoscere e decostruire gli stereotipi sessisti e promuovere modelli di relazione tra i generi basati sul rispetto reciproco», interviene Settevendemmie. «Numerose saranno le iniziative: oltre alle attività didattico-laboratoriali, sarà promossa la conoscenza del territorio peligno e le sue splendide attrazioni storiche e naturalistiche». Dal 9 al 18 aprile la Horizon accoglierà le delegazioni straniere, che parteciperanno a lezioni ludico-formative presso la struttura di Asino mania. «Anche la scelta della didattica non formale», aggiunge Settevendemmie, «vuole essere un modo per avere un rapporto più diretto con i ragazzi stranieri che arriveranno, provando a diffondere valori e diritti non così scontati, almeno in alcuni Paesi».
I ragazzi parleranno esclusivamente in inglese, grazie all'aiuto dell'interprete Susanna Eraci. «Lo scopo resta quello della sensibilizzazione alla tolleranza e al rispetto», conclude Calore, «da qui la nostra partecipazione anche ad altri bandi, che speriamo possano contribuire a questo». (f.p.)
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