Progetto Case, altra stangata da un milione per il Comune

Riconosciuto il credito a Banca Farma Factoring per delle bollette inevase di consumi Enel Allarme di De Santis (Idv): «Dietro l’angolo c’è l’aumento delle tasse, ma dobbiamo evitarlo»
L’AQUILA. La Corte d’appello, il 4 dicembre scorso, ha rigettato il ricorso del Comune al decreto ingiuntivo, riconoscendo il credito a favore di Banca Farma Factoring 747mila euro più 104.677,17 per interessi, più 21.400 per spese legali. Sull’ente, dunque, un’altra stangata. Anche in questo caso si tratta di una cessione di credito da parte di Enel a favore di Banca Farma Factoring per fornitura di gas per riscaldamento delle abitazioni del Progetto Case.
«Mentre la politica cittadina attende l’esito del Consiglio di Stato per il ricorso elettorale», commenta il consigliere comunale di opposizione, Lelio De Santis, «e si prepara alle prossime elezioni regionali, le attività amministrative e consiliari sono praticamente ferme e la stessa gestione ordinaria è rallentata: tutto questo è ingiustificato, perché la soluzione dei problemi e la risposta alle esigenze dei cittadini non possono aspettare. Nel frattempo, aumenta l’indebitamento del Comune a seguito delle pendenze debitorie accumulate negli anni e non fronteggiate in modo energico oggi, che hanno raggiunto circa 13 milioni solo per i debiti della mancata riscossione delle utenze del Progetto Case, reclamati ed accordati a Banca Sistema per 4.5 milioni, a Banca Ifis per 4 milioni, ad Antas per 3.5 milioni e a Banca Farma Factoring per circa 1 milione».
«A questo forte indebitamento», aggiunge, «bisogna aggiungere l’attuale esposizione debitoria, di qualche milione, derivante dal mancato invio delle bollette riferite al periodo a decorrere dal febbraio 2017 che, nonostante le assicurazioni di qualche assessore, ancora non sono state emesse, con il rischio reale che a centinaia di famiglie arriveranno maxibollette, come regalo di Natale. La denuncia di questa situazione debitoria, che mi preoccupa da amministratore e da cittadino, è volta a determinare una maggiore consapevolezza dei rischi e delle conseguenze a cui viene sottoposto il bilancio comunale, che non può sostenere debiti e interessi commerciali salati, non previsti. Dietro l’angolo c’è l’aumento delle tasse, che dobbiamo scongiurare tutti, perché una comunità in ginocchio non lo può tollerare».
Il Comune dell’Aquila, per tornare alla controversia, ha sempre sostenuto che ci si trova in presenza di una cessione di credito che l’ente non avrebbe ha mai autorizzato. Tra l'altro di quella somma era già stata pagata una parte.
Queste sentenze hanno costretto l’ente a negoziare un piano di rientro che prevede il pagamento di rate pari a 271mila euro al mese.
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