Progetto Case, arriva una diffida per Biondi
Benedetti: «Inattuato il bando che assegna 630 alloggi vuoti ai meno abbienti, c’è danno erariale»
L’AQUILA. «La mancata applicazione del bando per le fragilità sociali potrebbe provocare un anno erariale di rilevante entità». Lo afferma il portavoce dell’associazione “Globuli Rossi”, Carlo Benedetti, ex presidente del consiglio comunale, il quale diffida il sindaco Biondi e l’assessore Francesco Bignotti. «Il 22 dicembre 2016», dice Benedetti, «fu pubblicato, a cura del dirigente del settore “Affari sociali”, l’avviso per l’assegnazione temporanea degli alloggi del Progetto Case, in esecuzione della deliberazione del consiglio comunale. A mezzo di tale deliberazione si stabilì, infatti, che, al termine dell’emergenza abitativa, gli alloggi del compendio immobiliare potessero essere destinati ad altre categorie come quella degli appartenenti all’area comunemente definita di “fragilità sociale”, agli studenti universitari, agli anziani ,alle giovani coppie , ai coniugi separati, agli artisti, agli atleti agonisti, al libero mercato. Il termine utile per la presentazione delle domande fu fissato al 30 gennaio 2017». «Oltre al canone di compartecipazione alle spese condominiali», prosegue, «fu previsto nell’avviso in questione, l’obbligo del pagamento di un canone di locazione (esclusi gli aventi diritto a un canone sociale in misura più ridotta) determinato in relazione ai “patti territoriali”, in misura oscillante da un minimo di 22,96 euro mq/annuo per le abitazioni nella zona di Bagno-Pianola a un massimo di euro 64,20 metri quadri annuo per le abitazioni nella zona di Sant’Antonio. Ciò in conformità con quanto stabilito, al riguardo, nella delibera 29 del 2015. Tale bando risulta immotivatamente disapplicato dalla nuova amministrazione pur avendo, per intero , il medesimo completato l’iter di approvazione e quello applicativo. Risultano, infatti, essere state acquisite da tempo le domande dei richiedenti che ,peraltro, allo stato nutrono un diritto legittimo all’assegnazione peraltro tutelabile giudizialmente. Allo stesso modo risulta redatta dalla precedente amministrazione la graduatoria definitiva degli aventi diritto. Ciò ha determinato la mancata assegnazione ed il mancato utilizzo di circa 630 appartamenti rimasti da oltre 9 mesi vuoti e in situazione di progressivo deperimento a seguito della mancata opera di manutenzione».
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