Progetto Case, cresce il buco economico

8 Gennaio 2020

De Santis (Idv) denuncia: il Comune paga a Antas ciò che non riscuote, è fuori di 2,6 milioni. C’è il pericolo Corte dei conti

L’AQUILA. L’occhio della Corte dei Conti potrebbe finire sulla gestione del Progetto Case e dei villaggi Map. Il capogruppo comunale Idv Lelio De Santis non lo dice direttamente nel suo ennesimo attacco alla «gestione fuori controllo» degli alloggi realizzati dopo il terremoto; ma se è vero, come fa notare, che alcuni anni fa l’ex sindaco Massimo Cialente e alcuni assessori della sua giunta e dirigenti comunali vennero condannati in primo grado per la mancata riscossione dei canoni d’affitto, il dubbio che possa ripetersi la stessa situazione per quanto riguarda la riscossione dei consumi del Progetto Case è verosimile. De Santis, ex assessore al Bilancio della giunta Cialente, ritiene il Comune «incapace di trovare una soluzione» e intravede nello scenario futuro «un enorme danno erariale».
Pronta la risposta dell’assessore al Bilancio Raffaele Daniele, il quale ricorda, al contrario, le diverse azioni messe in campo per fronteggiare l’evasione delle tasse.
ANTAS. Al centro dell’attacco del consigliere c’è Antas, la società di servizi aggiudicataria (nel 2016 con la passata amministrazione) della gara per fornitura gas per riscaldamento e per la manutenzione degli impianti. «A fronte di un pagamento di 2,6 milioni di euro in favore di Antas», spiega De Santis, «il Comune non incassa da parte degli assegnatari le somme corrispondenti dei consumi dovuti, se non in parte». In sostanza, spiega il consigliere, «il Comune sta anticipando ad Antas il costo dei consumi sulla scorta di un introito che non c’è; ma il contratto con la società durerà sino al 2021 e ogni anno si verifica questa situazione, per la quale il Comune riceve il corrispettivo dei consumi soltanto del 50%. Non significa forse che si sta facendo un danno erariale?».
BOLLETTE NON RISCOSSE. «Mai è stato assunto nei confronti dei morosi un provvedimento esemplare», aggiunge De Santis, «adottando invece la logica del rinviare senza ingiunzioni». A mano a mano che il tempo passa senza incassare, si avvicina la prescrizione. E infatti le bollette vengono emesse con grande ritardo. «Soltanto a dicembre sono state emesse le bollette riferite al periodo giugno 2017-giugno 2018 per circa 2,6 milioni, mentre a novembre sono stati inviati 800 solleciti per gli anni 2015-2016 per un importo di oltre un milione». Tutte le somme riferite agli anni precedenti, dunque, sono prescritte.
LE PROPOSTE. «Innanzitutto la revisione del contratto con Antas», dice De Santis, «soprattutto alla luce del fatto che dal 2016, anno in cui è stato sottoscritto l’accordo, la situazione è cambiata: oggi sono oltre 800 gli alloggi inutilizzati (su cui si continua a pagare il riscaldamento) e centinaia quelli inagibili. Dunque, il pagamento di 2,6 milioni dovrebbe essere rivisto perché dev’essere suddiviso sulla base delle superfici occupate attualmente».
INIZIATIVE DEL COMUNE. «Stiamo mettendo in campo una serie di azioni di recupero, a partire da Tari e Tasi», spiega l’assessore al Bilancio Daniele, «ad esempio abbiamo 750mila euro recuperati per la Tari negli ultimi tre anni, di cui 250mila sono relativi a case riabitate e che rappresenteranno nuovi incassi». Daniele ricorda anche che l’amministrazione prevede «sconti del 20% sulla Tari per i nuovi residenti». Non è esclusa una rivisitazione del contratto con la società Antas.
RIFIUTI. Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 sono arrivati i solleciti di pagamento della Tari del 2014. «Si tratta di 2.600 solleciti (su 35mila contribuenti aquilani) di richieste di pagamento già inviate nel 2014, pagamenti non effettuati», chiarisce il responsabile dell’ufficio Tributi Tiziano Amorosi, che risponde così alle polemiche di alcuni residenti del Progetto Case, «stiamo effettuando una ricognizione generale della Tari per riportare il gettito di questo tributo a una situazione ordinaria, perché a causa del terremoto il Comune ha avuto un crollo del gettito e proprio per questo riceve un contributo straordinario dallo Stato. L’obiettivo è il recupero dell’evasione».
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