Progetto Case devastato, lo scontro è politico

Pezzopane: «Che fine hanno fatto i milioni per le manutenzioni?». Il centrodestra: «Piano per il riuso»
L’AQUILA. Torna a far discutere, all’indomani dell’inchiesta di Report su Rai3, lo stato di degrado di alcune palazzine del progetto Case. Una situazione denunciata a più riprese dal Centro nell’arco di tutti questi anni del post terremoto attraverso servizi e foto nei 19 quartieri antisismici. Non tutti, comunque, nelle stesse condizioni. La deputata Stefania Pezzopane, candidata a sindaco, ha commentato così: «Già a settembre scorso avevo denunciato lo stato d’abbandono e degrado in cui versavano le palazzine del progetto Case di Pagliare di Sassa sgomberate a seguito di un incendio. Portoni divelti, finestre sfondate, mobili devastati: in quegli alloggi si è fatta razzìa di tutto ciò che poteva avere valore. Sui materassi, vecchie coperte che raccontavano di incursioni notturne; a terra, bottiglie rotte e cicche di sigarette». Di qui l’affondo. «Sono passati quasi 8 mesi: oggi come allora, le piastre sono in stato di completo abbandono», ha aggiunto, «e intanto continuano ad arrivare segnalazioni di piastre devastate, tra rifiuti e macerie, a Cese di Preturo così come a Coppito 2». Dopo aver fatto accenno alla situazione del progetto Case di Sassa Nsi, la Pezzopane si è chiesta: «Che fine hanno fatto i 21 milioni garantiti dallo Stato in questi anni per la manutenzione straordinaria? Come vengono spesi i 10 milioni che ogni anno il governo garantisce al Comune dell’Aquila per le maggiori spese e le minori entrate?».
Non si è fatta attendere la replica del centrodestra che, in vista delle prossime amministrative, sosterrà la rielezione del sindaco uscente Pierluigi Biondi. «Il necessario progetto strategico affinché il progetto Case non versi in condizione di abbandono, continuando a gravare sulle spalle degli aquilani, c’è», hanno sottolineato gli esponenti del centrodestra, «non serve che lo chieda la Pezzopane, non serve che il centrosinistra se ne faccia paladino perché allora dovrebbero spiegarci anche dove fossero dal 2010 al 2017, quando la gestione fu ceduta dalla Protezione civile al Comune».
La replica prosegue così: «Dove era il centrosinistra quando il Comune riceveva ingenti somme per la manutenzione, quando non riscuoteva le bollette dagli utenti, quando ben 22 piastre furono dichiarate inagibili, quando si assegnavano gli alloggi con ordinanze sindacali ad hoc, quando infuriava il dibattito su abbattimento-sì e abbattimento-no contro riqualificazione. È talmente vero che si tratta di un patrimonio pubblico da non disperdere che l’amministrazione Biondi ha già stabilito di favorirne il riuso e, in casi limite e non strategici al territorio, l’abbattimento». (fab.i.)
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