Progetto case, frode nelle forniture

Il gup del tribunale ha fissato per il 13 novembre l’udienza preliminare riguardante lo scandalo del balconi marci al Progetto Case. La fissazione dell’udienza segue l’invio degli atti da parte dei...
Il gup del tribunale ha fissato per il 13 novembre l’udienza preliminare riguardante lo scandalo del balconi marci al Progetto Case. La fissazione dell’udienza segue l’invio degli atti da parte dei giudici di Piacenza ai quali erano stati spediti due anni fa per una presunta competenza territoriale. Alla fine gli atti sono stati all’attenzione della Cassazione e in quella sede si è stabilito che il Foro competente è quello dell’Aquila. Si è perso del tempo e, anche se i reati più gravi restano in piedi, per altre contestazioni la prescrizione è cosa fatta. Le indagini furono avviate dalla Forestale dopo che un balcone (nella foto) precipitò su quello sottostante in un edificio del Progetto Case di Cese di Preturo. Nei mesi successivi vi furono altri crolli. Si tratta di una vicenda poggiata su una presunta frode nelle pubbliche forniture per 18 milioni ai danni dello Stato. Tra gli imputati, anche due accusati nel processo all’ex commissione Grandi rischi, poi assolti in appello e Cassazione. Si tratta di Mauro Dolce, responsabile unico del procedimento, e Gian Michele Calvi, progettista e direttore dei lavori. Ai due, come a coloro che hanno presenziato ai lavori e al collaudo, si contesta la frode nelle pubbliche forniture: balconi montati male e con legno di scarsa qualità, fatti risalenti alla costruzione e, dunque, a quasi 10 anni fa. Imputati anche sei funzionari comunali per omesso controllo nella manutenzione. Nel mirino anche la Safwood di Piacenza, visto che è imputato Markus Alois Odermatt, presidente del cda della ditta fornitrice del materiale di dubbia idoneità, e alcuni dirigenti. Sono poi accusati di truffa i titolari delle imprese campane che fecero i lavori. A queste persone coinvolte si aggiungono collaudatori e sei tecnici comunali accusati perlopiù di omissioni nei controlli. In tutto i sospettati sono 29. Tra gli avvocati aquilani degli imputati vi sono Gianluca Totani, Stefano Rossi, Angelo Colagrande, Dario Visconti. (g.g.)

