Progetto Case, proteste per il freddo

12 Novembre 2017

Paganica, contestata la disposizione sui nuovi orari di accensione degli impianti di riscaldamento

L’AQUILA. Le temperature si stanno abbassando e tornano, come sempre in occasione dell’arrivo dell’autunno, le proteste per le temperature insopportabili al Progetto Case.
Stavolta le contestazioni arrivano da Paganica, ma il problema riguarda tutti i siti dei nuovi quartieri antisismici.
A Paganica, tra l’altro, nei giorni scorsi c’è stato anche il caso di una delle caldaie andata in blocco, ma poi il caso è stato risolto.
In seguito a un’ordinanza del sindaco Pierluigi Biondi, infatti, gli impianti vengono accesi con questi orari: dalle 5/5,30 alle 10 e dalle 12,30 alle 22. Per un massimo di 14 ore giornaliere. Il freddo è causato dal fatto che prima di raggiungere una temperatura accettabile ci vuole del tempo per cui accade che chi si sveglia alle 7 per andare a scuola o al lavoro trova gli ambienti gelidi.
Ma lo stesso discorso vale per l’acqua calda, che spesso è solo tiepida. Del resto, la notte i termosifoni si spengono alle 22.
I problemi maggiori, ovviamente, riguardano gli anziani e i più piccoli. «Mi è capitato», racconta uno dei residenti del Progetto Case di Paganica, «di produrre caldo, addirittura, con l’asciugacapelli».
Molti, ovviamente, per supplire a questo inconveniente, si sono dotati di stufette elettriche da accendere in attesa che il riscaldamento non arrivi al giusto regime.
E se ci sono proteste adesso, che il clima è relativamente mite, è facile prevedere cosa accadrà tra qualche giorno quando le temperature saranno più rigide, come annunciano i meteorologi.
I residenti, anche con petizioni pubblicate su Facebook, chiedono al primo cittadino di rivedere, il prima possibile, quegli orari di accensione soprattutto in funzione della particolare natura degli impianti.
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