Progetto di legge per il museo del Realismo

5 Marzo 2021

L’iniziativa è della consigliera La Porta (Lega) che già “assegna” al critico Sgarbi la direzione artistica

SULMONA. Un progetto di legge per creare la Fondazione Mir e realizzare a Sulmona il primo museo italiano del Realismo. L’iniziativa è della consigliera regionale della Lega Antonietta La Porta e il progetto si avvale anche della firma del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. «Si tratta di un progetto nato per arricchire l’offerta culturale di Sulmona dando allo stesso tempo prestigio all’intero Abruzzo», spiega La Porta. «La nuova legge mira all’istituzione della Fondazione Mir che si occuperà di far nascere il museo italiano del Realismo, la cui direzione artistica sarà affidata a Vittorio Sgarbi che, per primo, ha avanzato la proposta di uno “spazio” a Sulmona in grado di ospitare le opere dei pittori più rappresentativi del realismo italiano. La sede idonea ad ospitare il museo potrebbe essere l’antico palazzo dei Baroni Sardi, nel cuore della città, che diventerebbe il primo centro museale dedicato al Realismo in Italia e uno dei pochi in Europa».
«Iniziative analoghe», ricorda la consigliera regionale, «sono state realizzate solamente a Mosca negli spazi di una vecchia fabbrica di tessuti nel distretto di Zamoskvorechye, a Mannheim in Germania, ovvero la Kunsthalle, museo dedicato all’arte moderna e contemporanea, mentre in Spagna – ad Almeria – si sta lavorando per aprirne uno entro l’anno. La proposta di legge è stata apprezzata dalla Regione che parteciperà come socio fondatore con un contributo di 100 mila euro l’anno». L’obiettivo prioritario, sempre secondo l’esponente leghista è di dare a Sulmona, attraverso la realizzazione del museo, «una risonanza d’immagine sicuramente destinata a superare i confini mazionali. Inoltre», aggiunge, «la Fondazione, potrà tessere reti di collaborazioni con altri centri di cultura, sia in Italia che all’estero. Credo che l’iniziativa possa rappresentare una decisa leva di rinascita del tessuto urbano e sociale di Sulmona e del circondario. Per questo, punteremo al coinvolgimento dei giovani, invitandoli alla frequentazione della struttura museale e alle attività di formazione che la Fondazione potrà promuovere in collaborazione con scuole e università. In poco tempo possiamo e dobbiamo arrivare alla creazione di un’Accademia Ovidiana che, ricollegandosi alle straordinarie attrazioni presenti, sia in grado di sfruttare il vasto bacino culturale che caratterizza Sulmona».
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