Progetto Erasmus I numeri “premiano” l’ateneo aquilano
Sono 154 gli universitari che hanno scelto Paesi stranieri «La Spagna è la meta più richiesta, l’hanno indicata in 90»
L’AQUILA. Lo chiamano “il mal d’Erasmus” e gli studenti appena tornati da un’esperienza di studio all’estero sanno benissimo di cosa si tratta. Sono la malinconia e la nostalgia dei mesi trascorsi nei Paesi europei per studiare e non solo. È la voglia di tornare, la tristezza di lasciare amici inglesi, spagnoli, tedeschi che via via tornano anche loro a casa, il ricordo di esperienze uniche fatte in città affascinanti agli occhi di chi magari con l’Erasmus affronta il primo viaggio all’estero, incontra il primo amore, vive piccole grandi follie.
Ma l’Erasmus è soprattutto studio e lavoro e gli studenti dell’ateneo aquilano sono attenti a rispettare la tabella di marcia dello studio. A dirlo sono i dati forniti dall’Ufficio relazioni internazionali, dai quali emerge che la maggior parte degli studenti che vanno a studiare all’estero torna con tutti gli esami in regola, riprende a studiare in città con più vigore, si laurea nei tempi. Insomma: Erasmus non è solo sinonimo di movida e divertimento. L’ateneo aquilano ha una tradizione ormai lunga e consolidata nell’ambito dei programmi Erasmus.
Quest’anno sono 154 gli studenti “outgoing” in mobilità secondo i dati forniti dall’ufficio. La meta più ambita? La Spagna: ben 90 hanno scelto, infatti, sedi iberiche. Un legame purtroppo ancora più tristemente noto dopo l’incidente che alcuni giorni fa è costato la vita a 7 studentesse italiane in Erasmus sui bus diretti a Barcellona di ritorno da Valencia: due ragazze originarie della Marsica hanno vissuto da vicino la tragedia. Per loro forse il “mal d’Erasmus” avrà un sapore diverso.
«La Spagna è sempre la sede più richiesta per la mobilità Erasmus, sia per la cultura, molto vicina alla nostra, sia per la lingua, sia per il carattere degli spagnoli», spiega l’assistente amministrativa dell’ufficio Relazioni internazionali dell’ateneo, Antonella Visca. Molti di loro dopo la laurea tornano in Spagna per lavorare, o perché si sono innamorati e hanno deciso di sposarsi e vivere nel Paese iberico. Oltre alla Spagna, gli altri luoghi destinazione per l’Erasmus sono Francia, Inghilterra, Germania, Portogallo, Polonia e Austria. Gli studenti “incoming”, invece, sono quest’anno 36, di cui 12 al Mesva (Medicina), 15 Diiie (Ingegneria ed Economia), 2 al Disim (Scienze e Matematica) e 7 al Dsu (dipartimento di Scienze umane). Provengono dal resto d’Europa ma anche da Paesi non comunitari come Siria, Palestina, Afghanistan. Tanti i gruppi nati su Facebook per fornire informazioni agli studenti che si preparano a partire e a coloro che hanno scelto L’Aquila dal resto del mondo. Non mancano le feste organizzate per l’accoglienza, come la “Welcome Erasmus” del 10 marzo scorso.
Marianna Gianforte
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