Progetto gasdotto, altre contestazioni
SULMONA. Le polemiche sul metanodotto della Snam non si placano nemmeno dopo il rinvio della riunione alla Presidenza del consiglio dei Ministri, cui spetta l’ultima parola sul via libera al...
SULMONA. Le polemiche sul metanodotto della Snam non si placano nemmeno dopo il rinvio della riunione alla Presidenza del consiglio dei Ministri, cui spetta l’ultima parola sul via libera al progetto. L’Associazione “Orsa Pro Natura Peligna” denuncia omissioni e carenze che la Snam avrebbe perpetrato nella stesura del progetto del gasdotto Sulmona-Foligno e della centrale di compressione di Sulmona. «Il Ministero dello Sviluppo economico», afferma la presidente Maria Clotilde Iavarone, «è andato avanti nonostante il no delle Regioni Abruzzo e Umbria, le numerose risoluzioni degli enti locali, della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati – che prevedeva un tavolo tecnico per l’individuazione di un percorso alternativo a causa del rischio sismico – e nonostante le osservazioni presentate da ambientalisti e comitati cittadini». Iavarone denuncia, poi, la sottovalutazione del rischio sismico. Il progetto prevede la realizzazione di una centrale di combustione gas con metanodotto nei pressi del cimitero, a Case Pente, in un’area di 12 ettari. Dei 687 chilometri del metanodotto che corre da Massafra a Minerbio, diviso in cinque grandi tronconi, solo il primo è stato realizzato. Da Biccari a Massafra il gas passa dentro le nuove tubature, mentre il secondo tratto Biccari-Campochiaro è stato autorizzato e sono in corso gli espropri dei terreni.
Il progetto prevede, poi, una centrale di compressione a Sulmona e gli ultimi tre tratti Sulmona-Foligno, Foligno-Sestino e Sestino-Minerbio. L’iter della centrale è fermo sul tavolo del governo, dopo che è stata negata l’intesa Stato-Regione. (f.p.)
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