Progetto in classe contro il bullismo

SAN BENEDETTO DEI MARSI. I ragazzi della scuola media di San Benedetto dei Marsi dicono no al bullismo. In occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo in tante scuole...
SAN BENEDETTO DEI MARSI. I ragazzi della scuola media di San Benedetto dei Marsi dicono no al bullismo. In occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo in tante scuole del territorio sono state organizzate iniziative per sensibilizzare gli studenti su questo fenomeno che appare sempre più dilagante. Tante sono state le attività promosse per far sì che i ragazzi possano capire l’importanza di denunciare eventuali atti di bullismo trovando negli insegnanti e nei genitori un valido sostegno.
Gli alunni della classe seconda E della scuola media di San Benedetto dei Marsi hanno preparato un progetto per celebrare questa importante giornata grazie al supporto della professoressa Tina Percossi. I ragazzi dell’Istituto comprensivo Fontamara, hanno lanciato l’iniziativa “No al bullismo, sì al bellismo”, nato dalla volontà di promuovere una vita sena più prepotenze soprattutto tra i coetanei.
La professoressa ha diviso i ragazzi in due gruppi affidando a uno la riflessione sul tema del bullismo e all’altro la realizzazione di un lavoro sulla rieducazione dei bulli. Ne è emersa un’attenta disamina che gli stessi studenti hanno saputo elaborare grazie a una ricerca che è andata a fondo ai comportamenti, agli usi e ai costumi di quei ragazzi che spesso fanno della prevaricazione un motivo di vanto. Per Cristel Di Gaetano, Federica Piccone, Nicole Taccone, Azzurra Di Vittorio, Laurino Falcone, Francesca Mocerino, Chiara Tarquini, Loris Malandra, Michele Del Fosco, Mirko Falcone, Berardino Trinchini, Veronica Rossi, Lorenzo Di Sipio, Andrea Ricci e Saad Elqjairi «l’amicizia supera ogni pregiudizio e ogni forma di discriminazione. È questo il messaggio che ci sentiamo di gridare come il più grande espediente contro il problema da noi trattato. Ogni persona possiede una ricchezza al di là della condizione sociale, dell’aspetto fisico e il credere in profondi ideali quali la solidarietà, la condivisione, può portare a superare i pregiudizi e ad aprirsi al diverso». (e.b.)
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