Progetto Parco dei daini a Murata Gigotti

7 Febbraio 2018

L’AQUILA. «Abbiamo letto con stupore il servizio pubblicato su vari organi di informazione, relativo al presunto stato di abbandono del Parco cittadino di Murata Gigotti, denunciato da Giuseppe...

L’AQUILA. «Abbiamo letto con stupore il servizio pubblicato su vari organi di informazione, relativo al presunto stato di abbandono del Parco cittadino di Murata Gigotti, denunciato da Giuseppe Romano, presidente di Coppito nel Cuore e nell'Anima e presidente del consiglio di partecipazione territoriale. Svolgendo le nostre attività statutarie dentro Murata Gigotti sin dal 2008, abbiamo sempre trovato un ambiente curato e gestito in modo esemplare», afferma in una nota il direttivo del Centro sociale “Libero Panella” di Coppito, «a misura di anziano e di bambino. Un luogo dove, insieme alla Pro loco, le associazioni collaborano a tenere pulita l'intera area del Parco, spazi scolastici inclusi. Lo stupore nasce invece dal fatto che il signor Romano, come da regolamento dei consigli di partecipazione, non abbia mai convocato o cercato alcuna Associazione all’interno del contesto “Murata Gigotti”, per parlare della tenuta dei luoghi da parte della Pro loco, dalla quale il nostro Centro sociale è nato il 3 settembre del 2008. Come dire che mai una seduta del consiglio di partecipazione sia ad oggi stata convocata a tale scopo. Dando una sfogliata alla documentazione in nostro possesso, però, rileviamo che nel 2014 Romano per l'associazione Coppito nel Cuore e nell’Anima, congiuntamente ad altra associazione esterna a Murata Gigotti, chiese agli uffici comunali la cogestione sia del Casale, che del Parco. Cogestione, ovvero divisione del Casale in zone di competenza. Da non confondersi con collaborazione, che ha altro significato. Forse questo fatto offre una chiave di lettura al fatto che la denuncia di Romano l'abbia firmata non come presidente di un organo consultivo, ma come presidente di una associazione. Vero è che non dagli ultimi mesi, come sostiene Romano, ma da decenni, il muro del Parco è pericolante e per lunghi tratti inesistente. Come vero è che nell'area retrostante l'Ape Tau, il nido inutilizzato da alcuni anni, vi siano materiali speciali da rimuovere. Fatto segnalato dalla Pro Loco già nel 2014 e che ha inibito la stessa associazione a completare i lavori di bonifica. Quell’area ora potrebbe diventare un “Parco dei daini”. Progetto che la Pro loco sta cercando, da 3 mesi, di portare avanti con il Comune».
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