Progetto per formare tutor della convivenza

L’iniziativa è dell’Università e delle associazioni che si occupano di migranti e di dialogo interculturale
L’AQUILA. Si chiama «Progetto Unidiversità» ed è un passo innovativo che l'Università degli Studi dell'Aquila mette in campo. Ateneo e associazioni che da anni si occupano di migranti, immigrazione e dialogo interculturale si mettono insieme, per formare figure denominate «tutor della convivenza». Trenta ore di formazione, condotte da esperti della mediazione, della gestione dei conflitti, della lotta alle discriminazioni e poi tavoli di progettazione per individuare le modalità in cui è possibile stabilire un dialogo tra culture diverse. Da anni la nostra società è in evoluzione, un tempo noi migravamo, ora i migranti sono altri: chi arriva qui lo fa sia per necessità che per scelta. Con tutti loro bisogna aprire un dialogo perché lo stare insieme diventi armonia e non conflitto. L'università dell'Aquila lo ha capito prima di altri, facendosi capofila del progetto «Unidiversità» insieme all'associazione Ricostruire Insieme e al comitato Arci della provincia dell'Aquila. Il progetto è finanziato dal Fondo Europeo per l'Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi 2007 - 2013 con 130 mila euro, e i partecipanti sia italiani che stranieri, sono stati selezionati per titoli e colloquio. Il progetto esecutivo recita: «Obiettivo generale è la promozione del dialogo interculturale mediante azioni pilota che individuando gli attori chiave del cambiamento auspicato, sono capaci di coinvolgere l’intera società nella soluzione e prevenzione di conflitti imputabili alle differenze culturali e confessionali nel rispetto dei valori e stili di vita di entrambe le parti». A parlarne è la responsabile per l'Ateneo aquilano, Anna Tozzi, prorettore delegato per le Relazioni Internazionali e rapporti con le università estere: «Questo progetto è un vera novità e l'Università ha coinvolto tutte le strutture, amministrative e didattiche fino agli studenti, per dare un segnale di riconoscimento al dialogo interculturale in un momento così critico per questo tema, così come lo presenta la cronaca. La nostra città è molto civile e mostra segni di integrazione. L'obiettivo è creare una società nuova, a partire dai singoli che partecipano alla formazione». La formazione inizierà domani, tutto il progetto andrà avanti fino al 30 giugno 2015. Venti tutori della convivenza (la metà sono studenti) e 10 studenti operatori di immissioni dati per un futuro della città basato su dialogo e convivenza.
Barbara Bologna

