Progetto Vale, trionfa il rock degli Shades

Successo della serata anche grazie alle esibizioni di Maria Pucci, seconda classificata e dei Lithium Quartet, giunti terzi
L’AQUILA. Musica e colori assortiti di questo ultimo scorcio di maggio. Il pop-rock “british style” degli Shades – freschi del loro lavoro “Soho Grind” (Alti Records) – trionfa alla rassegna musicale del Progetto Vale (Valorizzazione artisti locali emergenti) la cui organizzazione, per la dodicesima volta consecutiva, è a cura dell’associazione culturale “Laboratorio dietro le quinte”. «Quest’edizione», spiega Piero Cerolini, presidente dell’associazione, «ha consentito di sperimentare alcune innovazioni. Anzitutto c’è stata l’apertura della selezione a tutto il mondo giovanile e non solo a quello universitario, come era stato nel passato; scelta che ha avvicinato esordienti giovanissimi e che ha fatto sì che l’età media dei ragazzi partecipanti sia stata di circa 20 anni. Tutti i finalisti, inoltre, hanno ricevuto un premio, un buono acquisto per la promozione e crescita artistica. Quest’anno, infine, abbiamo scelto di organizzare il concerto finale nel teatro Nobelperlapace di San Demetrio ne’ Vestini per coinvolgere musicisti provenienti da tutto il comprensorio aquilano». Una formula consolidata nel tempo, che però ha lasciato spazio a qualche sorpresa, anche grazie al talento creativo degli ospiti. «Il successo della serata», continua il presidente Cerolini, «è stato determinato dalla grinta e dalla originalità dei tre partecipanti al concerto: gli Shades hanno avuto il favore della giuria grazie ai loro arrangiamenti raffinati e coinvolgenti. Maria Pucci (seconda classificata) ha catalizzato l’attenzione del pubblico con la sua voce vibrante e le canzoni composte in italiano. Lithium Quartet (terzi classificati) i cui ritmi, per potenzialità e simpatia, lasciano prevedere un futuro davvero interessante». Il prossimo progetto dell’associazione si intitola “L’Aquila che V.a.l.e.” e prevede il recupero di contributi audiovisivi con approfondimenti sui percorsi intrapresi da alcuni dei circa 200 musicisti partecipanti alle varie edizioni. «Questo progetto», spiega Cerolini, «è anche la memoria di locali, strade, eventi, punti di aggregazione che non esistono più, insieme alla narrazione della ricostruzione, con le immagini e le testimonianze delle difficoltà vissute negli anni successivi al sisma. Un racconto lontano dalla malinconia, ma positivo che scaturisce dallo sguardo di chi ha vissuto la città, come fruitore di iniziative di rilevanza nazionale all’Aquila, ma soprattutto come organizzatore di tante iniziative meno conosciute in luoghi spesso precari o non autorizzati, ma testimonianza dell’energia e della fiducia con cui i giovani locali hanno avuto la capacità di reagire, nel decennio più difficile, alla possibile disgregazione sociale. Un’opera multimediale che sarà completata per la primavera 2019 (decennale del terremoto) e presentata in occasione della tredicesima edizione della rassegna musicale».
COLORI DI COLLEMAGGIO. Piazzale di Collemaggio colorato in occasione di una corsa non competitiva di circa 3,5 chilometri organizzata dal Sism (Segretariato italiano studenti in medicina). I partecipanti sono partiti vestiti di bianco arrivando completamente colorati grazie alle polveri speciali e innocue lanciate lungo il percorso. Alla fine, birra, arrosticini e musica a cura di Carosone dj.
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