Promossa la Notte bianca «Bene per il commercio»

21 Settembre 2021

Parlano i tre rappresentanti: iniziativa da replicare ma serve più concertazione l’assenza di un piano del traffico e della sosta ha mandato in tilt intere zone 

L’AQUILA. La Notte bianca, all’Aquila, ha lasciato luci e ombre. Una formula riproposta dopo anni, quella delle aperture notturne dei negozi accompagnate da eventi, musica e street food, che ha convito tutti per presenze e vitalità del centro.
Ma che ha evidenziato – a dirlo sono le associazioni di categoria, che sollecitano un maggior coinvolgimento nelle scelte e nella programmazione – alcune carenze da colmare: in primis la mancanza di parcheggi e aree di sosta adeguate ad accogliere l’enorme afflusso di visitatori.
PIÙ CONCERTAZIONE. «Un’iniziativa valida, che va senza dubbio replicata», afferma Agostino Del Re, direttore della Cna, «ma coinvolgendo preventivamente gli operatori economici e le associazioni di categoria. Eventi come la Notte bianca risultano validi per rivitalizzare il tessuto economico locale, ma vanno calibrati e calati nel contesto della città, per evitare disagi agli stessi visitatori e ai residenti. Il centro storico è stato letteralmente invaso dalle auto e l’assenza di un piano di distribuzione del traffico e della sosta ha mandato in tilt intere zone, con strade intasate, garage e ingressi di abitazioni private ostruiti».
ACCOGLIENZA E DECORO. Con queste due parole, Del Re sintetizza la “formula vincente” per gli eventi da programmare in futuro.
«L’Aquila deve continuare ad accogliere turisti e residenti del posto. E deve farlo sempre di più con manifestazioni che possano renderla attrattiva e fruibile», dice il direttore della Cna, «ma le associazioni di categoria devono essere coinvolte nella stesura dei programmi, nella decisione degli eventi e nella localizzazione degli stessi per organizzare al meglio anche la rete dei servizi. In una recente riunione in Comune abbiamo portato come esempio le Isole sonanti, che caratterizzavano fino a qualche anno fa la Perdonanza. L’Aquila è città di cultura, di bellezza, di arte e musica: questa è l’immagine che dobbiamo trasmettere insieme all’accoglienza, che necessita di un incremento dei servizi e della vigilanza per garantire il decoro».
EVENTO PRECONFEZIONATO.
«Una manifestazione bellissima: del successo evidente va dato atto agli organizzatori», il commento di Angelo Liberati, presidente Confcommercio L’Aquila, «ma è mancato il coinvolgimento degli attori principali, che sono gli operatori economici e le associazioni datoriali. Siamo stati coinvolti e informati del programma soltanto a cose fatte, quando tutto era stato deciso. Serate come quella che ha vissuto la città fanno bene al commercio e agli aquilani e vanno organizzate a più riprese, ma concertandole con chi lavora sul campo per garantire i servizi ai cittadini e un ritorno ai commercianti. Come Confcommercio abbiamo invitato gli esercenti, in occasione della Notte bianca, a restare aperti, pur sapendo che si sarebbero battuti pochi scontrini, almeno in alcuni settori. Ma se il programma fosse stato diffuso con largo anticipo, almeno un mese prima, avremmo potuto organizzare campagne promozionali e scontistiche per invogliare i consumatori ad acquistare, creando un naturale ritorno economico per gli operatori i commercianti».
Altro problema, i parcheggi: «Il megaparcheggio va pubblicizzato di più. Si potrebbe pensare anche ad utilizzare altre aree di sosta, come lo stadio Fattori, almeno in certe occasioni». SUCCESSO ENORME. La Confesercenti, rappresentata da Giorgio Carissimi parla di «un evento senza precedenti».
Per Carissimi «si è trattato dell’evento più bello degli ultimi anni, che ha coinvolto tutta la città e il circondario. Commercialmente si è lavorato moltissimo, almeno nel settore dei pubblici esercizi, che hanno avuto gli incassi migliori di tutto l’anno, superando persino la Perdonanza. Rivitalizzare il centro significa questo: organizzare manifestazioni che portino turisti e acquirenti, per creare movimento e far fare cassa. Abbiamo bisogno anche di questo».
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