Pronta un’azione legale per i ritardi del Genio civile

L’imprenditore Palmerini: chiederemo alla Regione riserve per 400mila euro Abbiamo il cantiere fermo da un anno. Presto ci seguiranno anche altre ditte
L’AQUILA. «A noi imprese e a chi aspetta da nove anni di rientrare in casa, non interessa se il Genio civile, la Regione, hanno personale sufficiente oppure no per esaminare le pratiche. Noi abbiamo il cantiere con il progetto approvato e finanziato, ma l’abbiamo tenuto fermo un anno per colpa del Genio civile. Per questo avvieremo una causa contro la Regione, con una richiesta di riserve di oltre 400mila euro».
La denuncia arriva dal costruttore Luigi Palmerini, quale titolare dell’impresa capogruppo dell’Ati, che sta realizzando i lavori di ricostruzione di un aggregato, il Pietralata, a Paganica, da oltre 5 milioni di euro, per conto del Consorzio Costruttori Paganica, costituito dalle imprese I Platani e SvEdil Srl. «Abbiamo costituito un pool di avvocati, per intraprendere un’azione legale nei confronti del Genio civile, e quindi della Regione», spiega Palmerini, «perché i lavori dovevano partire a gennaio 2017, ma l’attestato di deposito del Genio civile è arrivato a fine gennaio 2018. Questo vuol dire che siamo stati costretti a tenere fermo il cantiere, con tutto ciò che ne consegue, per più di un anno. Abbiamo quindi un’iscrizione di riserve da oltre 400mila euro. Che dovranno riconoscerci, perché non è un problema nostro, né dei proprietari dell’immobile, se il Genio civile non ha personale. Si sapeva che L’Aquila ha subìto un terremoto e qualcuno doveva pensare a organizzarsi. Su questa azione legale, abbiamo l’appoggio totale dell’Ance».
«E credo», aggiunge Luigi Palmerini, «che la nostra sarà un’azione-pilota, da apripista, nel senso che anche altre imprese presto ci seguiranno, per il danno da ritardo. Perché i ritardi sono diventati oramai una situazione cronica».
Palmerini tira dentro anche i proprietari nell’azione legale: «Vogliamo coinvolgere tutti i proprietari, perché non riescono a rientrare nelle loro abitazioni o comunque averle a disposizione. Per questo motivo abbiamo fissato un incontro tra noi, i legali e i proprietari per il prossimo mercoledì, 21 febbraio, per vedere se ci sono le condizioni per portare avanti un’azione risarcitoria congiunta».
Questa è una strada, appunto, che presto potrebbero seguire anche altre imprese e altri proprietari. Intanto Palmerini denuncia anche la paralisi che caratterizza l’intera frazione di Paganica, che era la più grande e la più popolosa, prima del terremoto.
«A Paganica, tranne due o tre eccezioni, è tutto fermo al 6 aprile 2009. Non è stato fatto assolutamente nulla», conclude l’imprenditore aquilano, «non c’è una piazza fruibile, non ci sono luoghi di aggregazione. E questa è una vergogna».
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