«Pronti a riaprire la scuola in sei mesi»

17 Febbraio 2017

Il caso De Nino-Morandi. Da tre anni lavori fermi, gli imprenditori lamentano ritardi della Provincia

SULMONA. «La verità è una sola: se c’è volontà da parte delle istituzioni, in sei mesi di lavori siamo pronti a riconsegnare la scuola, in modo che i ragazzi possano rientrare nel loro edificio in tempo per l’inizio del prossimo anno scolastico». Stanchi di aspettare i balletti della politica e della burocrazia, gli imprenditori Nicola Di Simone e Filippo Bocci, titolari dell’associazione temporanea d’impresa giunta seconda nella gara d’appalto e subentrata all’altra associazione Fin, dichiarata fallita, per l’esecuzione dei lavori all’Istituto tecnico commerciale e per geometri De Nino-Morandi, escono allo scoperto spiegando il loro punto di vista sulla vicenda.

Da tre anni sono fermi i lavori e cresce il timore che il balletto della Provincia intorno alle sorti dell’istituto imporrà ancora tempi lunghi per le sorti dell’edificio, con disagi prolungati a carico degli studenti. Gli imprenditori ricordano che esiste già un progetto esecutivo, costato 300mila euro, commissionato dalla Provincia e che potrebbe essere messo in atto già da domani. Anche in questo caso però pesa il rimpallo di responsabilità nell’amministrazione provinciale che per arrivare all’affidamento dei lavori e definire tutta la situazione ha finito per provocare stallo totale. Resta il nodo dei 300mila euro spesi per il progetto che la Provincia dovrà pagare qualsiasi cosa si verifichi, con evidente sperpero di denaro pubblico qualora si punterà su un altro progetto. Cosa che gli imprenditori hanno già annunciato di voler segnalare alla Corte dei conti. «Dapprima la Provincia ha comunicato che potevamo subentrare all’impresa fallita, poi abbiamo atteso invano la consegna dei lavori», ha spiegato Di Simone, «quindi dopo due nostre diffide, nel febbraio 2015 l’affidamento provvisorio ci è stato revocato, ritirando il bando pubblicato».

Nel frattempo è intervenuto il sequestro parziale della struttura per l’inchiesta avviata dalla magistratura.

«Tanti nodi che potrebbero essere sciolti in tempi rapidi e in modo più semplice di quel che si pensa», ha concluso Di Simone, «il progetto è già pronto e in sei mesi verrebbe eseguito, a settembre l’istituto sarebbe di nuovo reso agibile e l’anno scolastico potrebbe essere tranquillamente inaugurato».

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