Pronto soccorso tra i punti dolenti secondo la Cisl

Giorgi: «Poco personale, servizi a rischio e lunghe attese» L’azienda ribatte: «Già intervenuti con diverse assunzioni»
L’AQUILA. «È piena emergenza al pronto soccorso del San Salvatore dell’Aquila. Manca il personale e i servizi sono a rischio, con i pazienti costretti a lunghe attese». Il coordinatore della Cisl sanità della provincia dell’Aquila, Gianfranco Giorgi, punta i fari sulla «difficilissima situazione in cui versa il pronto soccorso aquilano» e chiede un incontro immediato con il manager Rinaldo Tordera, annunciando in caso contrario una forte mobilitazione.
LA VOCE DELL’ASL. L’azienda replica: «Siamo già intervenuti con diverse assunzioni spalmate su tutto il territorio provinciale e inoltre dal primo ottobre è stato istituito il posto di polizia negli ospedali dell’Aquila e di Avezzano. A breve si procederà con ulteriori assunzioni, mentre sulla questione del turn over, ricordiamo che l’Asl deve sottostare a vincoli imposti dalla legge».
I NUMERI. Ma intanto Giorgi tira fuori i numeri, «da cui si evince chiaramente la carenza di medici, infermieri e operatori socio-sanitari. La pianta organica del pronto soccorso e dell’Osservazione breve (Obi), prevede la presenza di 17 dirigenti medici coordinati da un direttore. Attualmente, sono in servizio solo 13 medici, di cui un’unità reperita tramite avviso pubblico, due che usufruiscono della legge 104 e un medico esonerato dai turni di notte. Non meno grave il quadro che riguarda gli infermieri», incalza Giorgi, «con 30 unità e una caposala, secondo quanto indicato in pianta organica. Ma al pronto soccorso del San Salvatore sono in servizio soltanto 23 infermieri, di cui uno part-time, 7 con avviso pubblico a scadenza, 2 precari reperiti tramite agenzia interinale, due che usufruiscono della legge 104, un’unità con permessi sindacali, un lavoratore assente al momento per aspettativa, mai sostituito. Mancano, a conti fatti, sei infermieri. Gli operatori socio-sanitari, sono, invece, dieci. Il tutto a fronte di circa 40mila accessi l’anno».
EFFETTI NEGATIVI. Giorgi sottolinea che «tale carenza di personale ha riflessi negativi sull’assistenza, creando un costante intasamento del pronto soccorso, dove i pazienti sono costretti a lunghissime ore di attesa. A questo si aggiunge il superlavoro del personale medico e di comparto, sottoposto a turni stressanti». Il coordinatore della Cisl evidenzia anche che «tale situazione, peraltro analoga in altri pronto soccorso dell’Asl aquilana, mette a rischio anche l’operatività dell’osservazione breve».
COSA DICE LA UIL. «L’Asl ha una drammatica carenza di medici di pronto soccorso e anestesisti». Rimarca l’emergenza Antonio Ginnetti (Uil-Fpl). «Quello con i sindaci è stato un incontro utile, produttivo, che ha certificato la volontà di tutte le forze in campo di remare nella stessa direzione. Ottima la scelta di aprire alle forze sindacali più rappresentative, cioè Cgil, Cisl, Uil e Anaao, vuol dire che l’unità di intenti è concreta, reale. Altra nota dolente è l’esodo dei professionisti già formati. I contratti sono a tempo determinato e i concorsi non si fanno. Qui ci sono precari che reggono interi reparti, la situazione in questo modo non può che precipitare. Siamo pronti ad alzare il livello dello scontro se non ci saranno risposte positive alle nostre istanze».
FRATELLI D’ITALIA. «Il tema della salvaguardia della sanità aquilana non può e non deve avere steccati politici che dividano: la salute dei cittadini non ha colore politico. Invitiamo, pertanto, tutti i partiti e le forze sociali della città ad aderire alla battaglia a tutela di quello che è un bene collettivo, caratterizzato da eccellenze che da sempre hanno contraddistinto l’ospedale San Salvatore dell’Aquila». L’appello arriva dagli esponenti di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Michele Malafoglia e Margherita Paoletti. (r.s.)
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