Pronto soccorso, è rivolta «Sei ore per una visita»

19 Gennaio 2015

Una paziente stremata dall’attesa interminabile ha deciso di andarsene Gli utenti: «Code comprensibili ma serve un’organizzazione migliore»

L’AQUILA. Il problema delle code al pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore torna alla ribalta delle cronache per la protesta di alcuni utenti.

Va subito detto che nessuno intende criticare gli operatori del reparto, i quali, secondo gli stessi pazienti che protestano, fanno anche più del dovuto, ma gli utenti pretendono una migliore organizzazione per tagliare i tempi.

Il problema è sentito, visto che ci sono anche delle persone che vanno a lamentarsi al posto fisso di polizia: si tratta di comprensibili sfoghi e nulla più.

Un aquilano, uno dei tanti che ha patito indirettamente (accompagnava la moglie) questa attesa, ha voluto raccontare la sua esperienza facendosi portavoce anche di altre persone all’insegna di una protesta civile per migliorare le cose.

«Siamo andati in ospedale», racconta P.M., «in quanto mia moglie aveva un forte dolore al gomito e, sospettando una frattura, si è pensato di fare una radiografia. Siamo entrati nella tarda mattinata e siamo restati lì a lungo dopo esserci registrati nella speranza di essere chiamati. Invece l’attesa è stata inutile».

«Certo», aggiunge, «è normale che ci siano persone che devono avere la precedenza in caso di codici rossi o altre situazioni di particolare gravità e urgenza e sofferenza». «Ma da questo ad aspettare ore intere ce ne corre». A quel punto l’uomo ha telefonato ai carabinieri per segnalare quello che lui ha ritenuto essere un disservizio e i militari gli hanno detto di parlare con il posto di polizia. Cosa che ha fatto per poi rivolgersi al Centro.

«Abbiamo passato quasi sei ore in attesa di essere chiamati ma questo non è avvenuto. Una volta trascorso tutto quel tempo abbiamo deciso di andarcene, stanchi di un’attesa che si sarebbe prolungata ancora. Non per colpa, ovviamente, di coloro che sono in servizio. Ora la situazione non è cambiata. Nel senso che mia moglie ha ancora il dolore al gomito e si sente anche raffreddata forse per tutto quel tempo passato lì».

Un problema ormai annoso. Poco meno di sei mesi fa, per via delle file insostenibili al pronto soccorso, una situazione analoga era stata denunciata tramite l’Associazione per i diritti del cittadino. Al riguardo era stata inviata al direttore generale Giancarlo Silveri una lettera nella quale si chiedeva di intervenire su alcune criticità con riferimento ai lunghi ed estenuanti tempi di attesa cui vengono sottoposti tutti i pazienti che accedono al Pronto soccorso. Va aggiunto che ora, come allora, la maggior parte delle persone che attendono di essere visitate sono anziani cronici.

Disagi, dunque, a fronte di nuovi servizi di prim’ordine che l’Azienda sanitaria è in grado di dispensare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA