Propaganda fra i defunti, assolto Lusi

11 Ottobre 2016

L’ex sindaco di Capistrello era accusato di avere speso soldi comunali. Per la Corte dei conti ha agito correttamente

CAPISTRELLO. Nessun danno erariale a carico di Antonino Lusi, ex sindaco di Capistrello, finito a giudizio di responsabilità contabile per l’invio di migliaia di lettere ai cittadini, in occasione delle elezioni per il rinnovo degli organismi comunali. Lo ha deciso la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per l’Abruzzo, che ha assolto l’ex primo cittadino, al quale era stato richiesto un risarcimento di 9.669 euro in favore del Comune di Capistrello, oltre a interessi, rivalutazione monetaria e spese di giustizia. A rappresentare l’ex sindaco in giudizio gli avvocati Franco Gaetano Scoca e Alessandro Gigli. A far finire Lusi nelle maglie della giustizia contabile (con l’accusa rappresentata dal procuratore Maurizio Stanco), una nota trasmessa dalla Procura di Avezzano, sulla scorta di un’informativa rimessa dai carabinieri di Capistrello. I carabinieri, a loro volta, avevano appreso la circostanza sul web, dopo le polemiche sollevate dai candidati della lista “Partecipazione e Sviluppo” e da un video pubblicato su Facebook, dal candidato sindaco della lista “Movimento cinque stelle”. I candidati delle opposte fazioni avevano accusato l’amministrazione uscente di aver violato la legge che proibisce dalla data di convocazione dei comizi elettorali, sino alla chiusura delle operazioni di voto, di svolgere attività di comunicazione di qualsiasi genere. Gli “oppositori” chiedevano anche se si potesse considerare lecito spendere diecimila euro di fondi pubblici, per il recapito porta a porta, anche a persone defunte, di materiale di propaganda elettorale spedito attraverso il servizio di poste private. In ogni lettera erano contenuti dieci fogli dattiloscritti, nei quali venivano elencati, tra l’altro, tutti gli obiettivi raggiunti dall’amministrazione. Secondo la procura della Corte dei conti «la somma erogata per tale ingiustificata attività rappresenta un danno certo e attuale alle pubbliche finanze». La sezione giurisdizionale (presidente Tommaso Miele, relatore Federico Pepe, consigliere Gerardo de Marco), ha osservato che «la comunicazione esterna ai cittadini (alle collettività e ad altri enti) deve essere considerata attività compresa nelle funzioni istituzionali dell’amministrazione. Si tratta, pertanto, di un mezzo espressamente contemplato dall’ordinamento giuridico, attraverso ogni modalità tecnica ed organizzativa. Estrapolando la sostanza del messaggio, si rileva che lo stesso presenta contenuto meramente informativo sull’attività svolta dall’amministrazione, informazione che non può dirsi inficiata in alcuna misura da semplici e minime esternazioni di natura soggettiva o da alcune considerazioni critiche». L’ex sindaco, dunque, ha agito «nell’ambito di funzioni attribuite dalla legge, intestate all’organo di vertice dell’amministrazione pubblica», e per questo è stato assolto.

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