Proprietari al ristorante, ville depredate

15 Febbraio 2019

Scacco alla gang: 10 arresti. A Sulmona rubati gioielli e pistola. Colpi anche ad Avezzano e Nocciano

SULMONA. Controllavano le targhe delle auto parcheggiate davanti a ristoranti o teatri per trovare l’indirizzo delle abitazioni da svaligiare. Quindi, certi che i proprietari fossero assenti, entravano in azione e ripulivano le case.
Con questa tecnica, una banda di ladri ha messo a segno furti in serie in mezza Italia. Anche in Abruzzo. Almeno quattro i colpi accertati, due a Sulmona, uno ad Avezzano e un altro in provincia di Pescara. Dieci le persone arrestate dalla polizia di Latina, con il supporto della squadra mobile di Napoli, per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in ville e appartamenti e di porto abusivo di armi. Le misure cautelari sono scattate nei confronti di otto uomini e due donne che entravano in azione nei week end e si spostavano in diverse regioni per mettere a segno i raid. In carcere si trovano Giuseppe Rizzo, Salvatore Quindici, Antonio Bellobuono, Maria Rosaria Autore, Salvatore Pepe, Salvatore Merolla, Davide Mirra, Pasquale Caiazza, Adele Iannuzzelli. Ai domiciliari è finito Antonio Cigliano. Tutti napoletani.
A Sulmona, alla fine di novembre 2017, hanno rubato in due ville. Nella prima hanno portato via oro e gioielli, in centro. Nella seconda, in via della Metamorfosi, hanno prelevato una cassaforte, con oro, orologi e contanti, oltre a un’arma da fuoco, una pistola Beretta calibro 6.35. Ad Avezzano, in via Michele Alboreto, sono entrati in una villa passando dalla finestra del bagno e prelevando oro e orologi. A Nocciano, invece, hanno rubata da un’abitazione oro e 700 euro. Furto messo a segno il 10 dicembre 2017.
Le indagini della polizia di Latina hanno accertato che la banda ha messo a segno decine di furti anche nel Lazio, nelle Marche e in Campania. L’organizzazione criminale, stando alle accuse, entrava in azione in occasione di eventi in programma nei teatri cittadini o nelle vicinanze dei ristoranti più famosi. Quando le famiglie prese di mira lasciavano l’auto, i membri della cricca aprivano le macchine, consultavano i documenti e, attraverso la consultazione della banca dati dell’Aci risalivano all’indirizzo di residenza dei proprietari. L’attività investigativa ha consentito di accertare che la banda colpiva quasi ogni fine settimana, ricostruendo un centinaio di raid. Indagini avviate dopo un colpo fallito e concluso con l’uccisione di un altro componente della banda Domenico Bardi, per mano dell’avvocato Francesco Palumbo, a Latina. ©RIPRODUZIONE RISERVATA