Proroga tasse, Biondi cauto «Una buona notizia a metà»

23 Dicembre 2019

L’AQUILA. La proroga per le tasse da restituire, dopo il sisma 2009, è stata ufficializzata. Sei mesi per trattare con l’Ue ed evitare un salasso per le imprese. Ma il sindaco Pierluigi Biondi gela...

L’AQUILA. La proroga per le tasse da restituire, dopo il sisma 2009, è stata ufficializzata. Sei mesi per trattare con l’Ue ed evitare un salasso per le imprese. Ma il sindaco Pierluigi Biondi gela i facili entusiasmi e parla di «buona notizia a metà».
Biondi frena su un risultato fortemente voluto dalle associazioni datoriali del territorio che hanno lavorato, in stretto contatto con la Regione per evitare il tracollo per circa 130 imprese chiamate a restituire 100 milioni.
Ma il risultato agguantato sul filo di lana non soddisfa pienamente il sindaco: «Sei mesi sono un soffio e mi auguro che il governo abbia lavorato in questo ultimo periodo non solo per studiare la concessione della proroga, ma soprattutto per porre le basi a una risoluzione definitiva. Non vorremo doverci trovare a giugno 2020, a undici anni dal sisma, a ragionare ancora su cavilli e possibilità da esplorare. Questa proroga», sostiene Biondi, «offre una tranquillità solo temporanea ai nostri imprenditori e alle famiglie del cratere». Per Biondi, «il provvedimento, inserito nel cosiddetto Milleproroghe, non illustra la definitiva soluzione. Stiamo ancora prendendo tempo. Utile, ma non dirimente. Il governo deve lavorare su Bruxelles per chiarire una volta per tutte che i benefìci non furono aiuti di Stato e, solo in subordine, ragionare sull’innalzamento del de minimis a 500mila euro e stralciare dalla procedura le aziende a totale capitale pubblico: il minimo sindacale dal quale non ci si può discostare».
Tra le aziende a totale capitale pubblico ci sono le società partecipate del Comune.
«In alternativa», conclude Biondi, «il governo entri in infrazione e si vada al contenzioso con l’Ue, come accaduto già in passato. Attualmente sono 77 le procedure aperte nei confronti del nostro Paese: ritengo che sia un’opzione che l’esecutivo dovrebbe tenere in considerazione per non condannare a una catastrofe economica un territorio già duramente colpito dalla tragedia del terremoto».(m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.