Proroghe diverse per i precari, è scontro

3 Aprile 2016

L’AQUILA. «Sulla base di quale riferimento normativo si è deciso di prorogare una parte fino al 15 ottobre 2016 e 14 unità fino a giugno 2016?». È la domanda posta dalla Cgil all’assessore al...

L’AQUILA. «Sulla base di quale riferimento normativo si è deciso di prorogare una parte fino al 15 ottobre 2016 e 14 unità fino a giugno 2016?». È la domanda posta dalla Cgil all’assessore al Personale, Betty Leone, dopo la delibera con cui l’amministrazione comunale ha prorogato i contratti ai 56 dipendenti precari assunti dopo il sisma. Secondo il sindacato, che chiede l’apertura di un tavolo di confronto, a essere penalizzate sono le educatrici degli asili nido, con il rischio di ripercussioni anche sul servizio erogato. «Evidentemente», afferma Rita Innocenzi, segretario della Fp-Cgil, «la materia del personale continua a essere ostile per una amministrazione che, invece, continua a eccellere nell’alimentare fratture e divisioni tra dipendenti. Veniamo ai fatti: la legge di Stabilità 2016 ha ribadito la possibilità di prorogare, per l’intero biennio 2016-2017, i contratti a tempo determinato al personale assunto sulla base della normativa emergenziale e ciò con risorse indicate in apposite delibere Cipe. Atteso che quanto sin qui attribuito dal Cipe al Comune risulta essere inferiore a quanto necessario per coprire l’intero periodo e considerato che tutti i 56 precari sono assunti sulla base della normativa emergenziale, sulla base di quale riferimento normativo si è deciso di prorogare una parte fino al 15 ottobre 2016 e 14 unità fino a giugno 2016? Non siamo sprovveduti e sappiamo che questi ultimi dipendenti corrispondono alle educatrici degli asili nido sulle quali - nonché sul servizio - a questo punto è lecito pensare che incomba ancora una volta una spada di Damocle e che si corra, quindi, il rischio di ripetere il film dello scorso anno, quando da parte del Comune si è partiti dalla impossibilità di prorogare, per arrivare a parlare di esternalizzazioni e privatizzazioni. Addirittura», conclude Innocenzi, «si è arrivati poi a bandire selezioni su norme e risorse riferite ai precari da usare, paradossalmente, a danno di questi ultimi per creare, peraltro, un nuovo bacino di precari, visto il riferimento a graduatorie per contratti a tempo determinato. Ciò è oggetto di un ricorso al Tar, che si discuterà il 6 aprile». (r.s.)

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