Proscenio mobile per esaltare il barocco

Di Vincenzo (Soprintendenza) spiega la novità: recuperiamo uno spazio utilizzabile per le mostre
L’AQUILA. Al termine dei lavori di recupero il teatro San Filippo si presenterà in modo rinnovato. O meglio, più vicino alle origini. Il teatro è stato per decenni occupato dalle poltrone in tutta la navata, fin sotto al presbiterio cupolato, dove c’era il palcoscenico. Che ora subirà un’importante modifica. A spiegare come è Berardino Di Vincenzo della direzione regionale per i Beni culturali.
Come cambierà lo spazio teatrale?
«Il presbiterio e tutto il suo preziosissimo apparato decorativo barocco erano nascosti dal proscenio con il tendaggio, che copriva tutta la parte relativa al palcoscenico, con il graticcio in alto. Tutto lo spazio del presbiterio era occluso alla vista di chiunque. Noi venivamo a teatro e apprezzavamo le sue caratteristiche solo fino a metà. Adesso la nostra scommessa è di mantenere la struttura teatrale, ma facendo vedere cosa c’è dall’altra parte. Realizzeremo, sulla base della proposta migliorativa della ditta, un progetto ad hoc, con la collaborazione dell’associazione teatrale».
In cosa consiste?
«Abbiamo previsto, con un’elaborazione complessa del palcoscenico, che il graticcio, ossia la parte in alto del teatro su cui si reggono scene e illuminazioni, si possa alzare e abbassare. Diventerà mobile: durante gli spettacoli teatrali ci sarà il palcoscenico coperto dai tendaggi, per cui non vedremo nulla. Quando non ci sono spettacoli il proscenio scenderà, s’infilerà dentro al palcoscenico e la parte si renderà pedonabile e utilizzabile per mostre o altre iniziative».
Come ha reagito al sisma questa parte?
«Il sistema teatrale che c’era prima (palcoscenico più graticcio in alto) ha protetto la chiesa, “puntando” ai quattro lati e irrigidendosi. Ora, mettendo un graticcio mobile, non possiamo più contare sulla sua capacità di svolgere le stesse funzioni e il consolidamento dovrà tenerne conto». (m.g.)
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