Protesta in piazza, 350 adesioni da tutta Italia

Crescono i partecipanti alla manifestazione di domenica. Solidarietà anche dalle Marche e da Norcia
L’AQUILA. Cresce senza sosta il numero delle adesioni alla manifestazione di protesta di domenica. Ieri sera sono arrivati a sfiorare quota 350: sono semplici cittadini, ma anche attivisti, consiglieri comunali e regionali e parlamentari. Tutti si daranno appuntamento alle 11 di domenica alla Villa comunale dell’Aquila. Arriveranno partecipanti da tutto l’Abruzzo e da tutta Italia. Ci sono infatti adesioni da movimenti come quello dei genitori tarantini e dei familiari delle vittime del crollo del ponte Morandi a Genova. «La sentenza choc sulla responsabilità delle morti giudica il comportamento delle vittime del sisma indicandole come in parte colpevoli del loro destino e lo fa con un dispositivo che di fatto offende la memoria», si legge nell’appello degli organizzatori, «una sentenza che va inquadrata accanto a quella di assoluzione della commissione Grandi rischi. La manifestazione nasce dalla rabbia che generano queste correlazioni e nel ricordo di ciò che realmente accadde, dalla volontà di rivendicare risposte, dalla consapevolezza che non resteremo in silenzio».
Nel frattempo, alla protesta aquilana arriva la solidarietà anche degli alluvionati delle Marche. «Anche nella nostra ultima tragedia si sta cercando di colpevolizzare le vittime, sostenendo che “non dovevano essere lì”», hanno detto gli organizzatori della manifestazione di protesta andata in scena qualche giorno fa ad Ancona, continuando facendo riferimento alla sentenza choc dell’Aquila e chiamando gli aquilani alla collaborazione: «Quasi in contemporanea anche un tribunale ha sentenziato qualcosa di simile e questo è abbastanza spaventoso. Ecco perché è importante convergere e resistere. Non si può più restare indifferenti e oggi, insieme a tante altre realtà, movimenti e associazioni, proviamo a scrivere un’altra sceneggiatura, un altro finale. Non siamo più disposti a pagare le loro crisi sulla nostra pelle e sul nostro futuro».
Nel frattempo, anche da Norcia, duramente colpita dal terremoto del Centro Italia del 2016, arriva la solidarietà all’Aquila dopo la sentenza choc che assegna il concorso di colpa a tre vittime del sisma. «In un evento come il terremoto non credo che si possa mai dare la responsabilità alle vittime» anche perché «in quegli attimi e quasi sempre prevale la paura che ti fa adottare comportamenti che non sono mai in linea con la logica»: così Nicola Alemanno, sindaco del Comune umbro, continuando: «Purtroppo i terremoti, con la tecnologia a nostra disposizione oggi, non sono prevedibili. Nessuna Commissione grandi rischi e nessun altro può prevedere un sisma. Quello che dobbiamo fare è adottare i giusti comportamenti durante il verificarsi degli eventi. Quando c’è una scossa i bambini delle nostre scuole, ad esempio, sanno cosa fare. Noi adulti, invece, non abbiamo quel tipo di formazione e quindi ci comportiamo in base a ciò che il nostro istinto ci suggerisce in quegli attimi e quasi sempre prevale la paura».
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