Protezione civile Al via un progetto per 4.500 studenti

L’assessore Imprudente: con la Provincia cominceremo dall’area di Colle Sapone con esercitazioni antisismiche
L’AQUILA. Un programma di Protezione civile in caso di calamità naturali. È il progetto che stanno portando avanti il comune dell’Aquila e la Provincia.
Il primo settore individuato è quello delle scuole e in particolare gli istituti che sorgono nel polo scolastico di Colle Sapone. Si tratta di circa 4.500 studenti che frequentano gli istituti superiori e le scuole medie in un’area dove ci sono anche grandi problematiche di viabilità. «Stiamo lavorando insieme alla Provincia per realizzare questo progetto», dice l’assessore comunale alla Protezione civile, Emanuele Imprudente. «Non potevamo ignorare esercitazioni di Protezione civile in una città ad altissimo rischio sismico. Ci saranno prove che non consisteranno, come in passato, nell’uscita dall’edificio da parte degli studenti e il conseguente raduno nel piazzale. Stiamo preparando, con la collaborazione dell’Accademia di Belle arti, delle brochure design», spiega Imprudente, «per informare gli studenti, ma soprattutto gli insegnanti, personale amministrativo, tutti i collaboratori e dirigenti scolastici, come comportarsi in caso di calamità naturali, in particolare di terremoti, ma non solo. Saranno esercitazioni periodiche e anche “lezioni” nelle scuole, in accordo con i dirigenti dei vari istituti».
«Con la Provincia abbiamo preso in considerazione per prima l’area di Colle Sapone perché è la più popolosa e la più pericolosa in caso di calamità, anche per la difficile situazione di viabilità, sulla quale negli anni non è stato mai fatto nulla. Lì ci sono, per la maggior parte, istituti e scuole medie che sono di competenza della Provincia», precisa l’assessore, «ma in accordo con l’ente, il nostro Comune fornirà tutto l’appoggio e la collaborazione possibile, perché ancora prima che di competenze, parliamo della vita dei nostri ragazzi, delle future generazioni dell’Aquila».
Il progetto verrà realizzato non a tutti i livelli: «Abbiamo scelto le classi della prima media, quelle della terza media e il quinto anno delle superiori. Questo perché», conclude Imprudente, «abbiamo ritenuto sia importante il passaggio da una situazione all’altra: dalle elementari alle medie, da queste alle superiori e poi l’uscita verso l’Università o il lavoro».
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