Prova finita, tempo di festa All’uscita fiori e spumante

17 Giugno 2021

Fuori dagli istituti di Avezzano si commenta l’orale: tutto facile, pensavamo peggio E adesso c’è chi guarda alle vacanze o al lavoro. Qualcuno è pronto ad arruolarsi 

AVEZZANO. Fiori, coriandoli e bottiglie di spumante per festeggiare la maturità 2021. La tensione, che di solito si percepisce sui volti degli studenti alle prese con gli esami di Stato, quest’anno sembra svanita. I giovani, dopo aver terminato il colloquio (unica prova della maturità a causa della pandemia), sorridono e festeggiano con i loro amici.
«È stata la fine di un percorso di cinque anni», racconta Ermanno Ciofani del Liceo Croce, «la sera prima ho studiato fino alla fine perché non sapevo cosa potesse accadere. Non so ancora cosa farò, sto pensando a un concorso nella Guardia di finanza. Ma per il momento mi voglio godere l’estate». Per Chiara Maiale, del Liceo economico sociale «è stata una bella esperienza. Ho fatto un percorso sull’uguaglianza di genere, non senza nascondere l’agitazione. Nei giorni passati ho studiato sempre. Ora prenderò un anno di pausa e poi deciderò che fare». Fuori dalla scuola non c’è più il confronto sulla traccia scelta. E ovviamente niente preoccupazione per la fatidica, seconda prova. Maria Mosca del Liceo scientifico la notte prima degli esami ha trascorsa a ripassare. Ma se n’è pentita, come confessa candidamente. «È andata meglio del previsto», spiega, «non è stato difficile come credevo. Voglio dire a tutti i ragazzi di stare tranquilli. Avevo molta ansia e la sera prima dell’esame, a differenza di tutti i miei compagni, ho saltato l’appuntamento davanti alla scuola. Ora me ne pento. Sono incerta su cosa fare a settembre, intanto vorrei organizzare una vacanza con tutta la classe».
La maturità al tempo del Covid non è quella di sempre. Così come non è uguale l’approccio davanti alla commissione. «L’esame è andato benissimo», racconta Antonio Panunzi del Liceo classico, «durante l’anno i professori ci hanno preparato, sia psicologicamente sia con i materiali didattici. Nei giorni scorsi ho ripassato tanto, compreso la sera prima degli esami, e ora che tutto è finito voglio pensare solo alle vacanze. E poi, da settembre, si va all’università». Ogni scuola ha allestito degli spazi ampi – palestre o aule studio – dove far sistemare le commissioni. I professori, ben distanziati, hanno svolto gli esami con igienizzanti sui banchi e mascherine. A ogni cambio di studente, banchi e sedie sono stati sanificati, come imposto dalla normativa.
Fabrizio Lattanzi dell’Istituto industriale non nasconde la propria soddisfazione: «Nonostante il periodo che abbiamo vissuto, e che stiamo continuando a vivere, gli esami sono stati comunque la fine di un percorso durato 5 anni. Questa mattina, quando ho realizzato il tutto, l’ansia si è fatta sentire, ma una volta entrato a scuola ho cercato di dare il meglio di me». Anche Carmine De Ioris dell’Industriale è soddisfatto: «È stato semplice, non me l’aspettavo. Ho studiato con altri tre amici e mi sono preparato. Ora mi riposerò e poi, a marzo 2022, mi arruolerò nell’Esercito».